In 15 anni di carriera un'insegnante di scuola del piccolo paese Margherita di Savoia, in Puglia, ha sempre chiesto, per conoscere meglio i suoi alunni, che impiego svolgessero i loro genitori. Ben il 70% rispondeva: "Lavora alle saline". Ma ora non è più così. Le più grandi saline d'Europa sono ormai gestite dalla Atisale S.p.A., società controllata al 100% dai Monopoli di Stato e dal 2003 il totale pacchetto azionario è stato acquisito dalla società Salapia Sale s.r.l di Margherita di Savoia.

L'Atisale vanta crediti di diversi milioni di euro con la società controllante, appunto la Salapia Sale.

Ovviamente a questo denaro, che non è mai giunto nelle loro casse, si aggiungono i debiti per il mancato pagamento dell'Ici nei confronti dei due Comuni dove si trovano le saline. Mancano all'appello ben 3 milioni di Euro a Margherita di Savoia e 700mila euro a Trinitapoli (in parte saldati).

Dal 2011 la proprietà delle Saline è in mano ai leccesi Semeraro e dei siciliani D'Alì Staiti, che per scongiurare il fallimento, e quindi per non mandare a casa 120 lavoratori stanno cercando imprenditori interessati all'acquisto.

A marzo di questo anno fu richiesto anche un consiglio specifico sulla situazione Atisale, dato che i lavoratori non dormono certo sonni tranquilli. Ricordiamo inoltre che sempre nel 2011 secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza di Barletta e Trani ci sono state gravi irregolarità ed illeciti da parte dei soci di maggioranza nella gestione di Atisale Spa. Si tratta di contratti conclusi con modalità poco chiare che hanno portato ad un buco di, guarda un po', 3 milioni di euro!

Quindi la domanda è: cosa succederà alla saline e soprattutto ai dipendenti?

Voci di corridoio da giugno 2015 dicono che potrebbero essere interessati all'acquisto l'austriaca Salinen o la tedesca Sudsalz. Come tantissime altre aziende italiane anche questa preziosa, e forse sottovalutata, fonte di vita per i salinari e tutta la nostra Penisola dovranno finire in mani straniere?

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