A sorpresa il Pil della Grecia, in crescita dello 0,8% nel secondo trimestre 2015, contro le previsioni che davano il Pil in negativo dello 0,5%, ha sorpreso tutti gli analisti; su base annua l'incremento e' dell'1,5%. Il dato ha sorpreso tutti gli analisti in vista delle decisioni che deve prendere il governo di Atene come il rimborso entro giovedì di 3,4 miliardi di euro alla Bce e i tagli e le nuove tasse per ottenere l'approvazione del nuovo piano di salvataggio da 82-86 miliardi.

Tagli e tasse

Il parlamento greco deve prima approvare entro l'eurogruppo di venerdì il piano di riforme fatto da tagli e nuove tasse, come le tasse sul gasolio per gli agricoltori che passano da 66 a 200 euro e successivamente a 330 euro dal 2016, e la tassa sul reddito degli stessi che passa dal 13 al 20%, successivamente al 23%; la tassa sugli introiti degli istituti privati che passa da 0 al 23%, le tasse agli armatori destinate ad aumentare del 4%.

Le posizioni all'interno del governo Tsipras

Il governo di Alexis Tsipras dovrebbe ottenere l'approvazione grazie ai voti di parte dell'opposizione, mentre all'interno di Syriza si aprono le prime spaccature sul piano di salvataggio e sui nuovi sacrifici che il popolo greco deve affrontare; alcuni parlamentari non voteranno a favore del piano, come l'ex ministro dell'energia Lafazanis che ha annunciato la creazione di un movimento anti-piano di salvataggio. A cui si aggiunge l'ormai ex ministro dell'economia Varoufakis che sostiene che il nuovo piano di aiuti non sia sostenibile e tira in ballo pure le posizioni di Schaeuble a sostegno della sua posizione.

I dubbi sul piano di salvataggio

Secondo molti analisti, e come ha già manifestato in molte occasioni, il ministro dell'economia tedesco Schaeube muoverà nuove obiezioni sul terzo piano di salvataggio, tra le questioni aperte secondo Schaeube la sostenibilità del debito greco, i ritardi sulle riforme, la mancanza e il ruolo del Fmi secondo il Financial Times.

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I dubbi crescono anche secondo il Wall Street Journal che cita un documento di tre pagine della Commissione Europea, Bce e Fondo salva stati le cui cifre danno il debito greco in forte ascesa oltre il 201% del Pil l'anno prossimo, per poi calare al 160% nel 2022. A sorpresa invece è favorevole al piano di salvataggio il ministro delle finanze della Finlandia, Alexander Stubb, che si e' detto pronto ad appoggiare il piano di salvataggio greco, mentre addirittura il viceministro delle finanze tedesco Jens Spahn dice "potrebbero esserci comunque riduzioni del debito greco attraverso un allungamento delle scadenze o periodi senza tassi di interesse ..", una sorta di apertura a una riduzione del debito greco a determinate condizioni. Tutto in gioco nei prossimi giorni e il popolo greco intanto cerca di capire cosa succederà, anche in previsione di elezioni anticipate, mentre i dati sulla disoccupazione e sulla povertà non migliorano nonostante il Pil positivo, ciò a dimostrazione che il Pil non è tutto ma la vita delle persone va oltre un dato numerico che non migliora le condizioni e la vita di milioni di greci che soffrono.