Si è chiuso nella notte l'accordo con cui il gruppo Mondadori ha acquisito per la cifra di 127,5 milioni di euro la Rcs Libri. Il gruppo di Segate che controllaEinaudi, Mondadori e Sperling & Kupfer adesso è di fatto proprietario anche di Rizzoli, Bompiani e Marsilio. Esclusa dalla vendita l'Adelphi, il cui socio di maggioranza e direttore editoriale, Roberto Calasso, ha esercitato il diritto di prelazione.

Una vendita salutata con estremo entusiasmo questa mattina dalla Borsa e dal presidente Mondadori, Marina Berlusconi, che ha sottolineato come la 'fusione' tra Rcs libri e il gruppo di Segrate rappresenti un evento di straordinaria importanza per tutta l'editoria italiana, soprattutto per quanto riguarda la concorrenza con colossi mondiali come Amazon.

Di parere apposto molti scrittori e intellettuali del gruppo Rcs, da Eco a Veronesi fino ad arrivare a Dacia Mariani, firmatari peraltro sul Corriere della sera di una petizione dal titolo: 'Questo matrimonio non s'ha da fare'. Il timore principale è che una posizioni così dominante da parte di un solo gruppo editoriale (di fatto Mondadori detiene quasi il 40% del mercato editoriale italiano) possa creare licenziamenti, ma soprattutto possa influire negativamente sulla libertà di espressione.

Timori espressi anche su twitter dal Ministro della cultura, Dario Franceschini.

Analisi

Indubbiamente ha ragione la presidente Berlusconi sulla maggiore competitività internazionale. Finalmente potremo vedere più autori italiani nelle librerie straniere perché un soggetto così grande esercita un alto tipo di pressione sui gruppi editoriali internazionali o colossi nella vendita dei libri come Amazon.

Il vero problema, invece, è il mercato interno. Un soggetto che detiene circa il 40% del mercato renderà davvero difficile la sopravvivenza dei piccoli editori, soprattutto per quanto riguarda il canale della distribuzione.

Inoltre, ne risentirà la cultura in generale in quanto si corre il rischio di un imbarazzante processo di omologazione, poiché indubbiamente un gruppo editoriale così importante tenderà ad assumere una visione di insieme condivisa, quindi verranno esclusi o limitati i punti di vista divergenti.

Affinché ciò non avvenga, i piccoli editori dovrebbero avere il coraggio di spogliarsi dei propri gusti personali perscommetteresu autori in grado di saper catalizzare l'attenzione attraverso i social media. Perché come ricorda il direttore marketing Mondadori, Giovanni Dutto, in una recente intervista: 'Grazie ai social il passaparola vince sulla pubblicità'.

Dunque, l'ultima parola spetta sempre e comunque al lettore.

Segui la pagina Libri
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!