Quattro anni fa, nel 2011, si insediava a Bruxelles, in qualità di Presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi. Se volgiamo lo sguardo a quell'anno, ci ricordiamo che i Bot venivano scambiati all'8% e quelli a dieci anni a più del 7%. L'opera di Draghi, dando svolgimento al suo progetto economico europeo, ha cominciato a dare i suoi frutti. I tassi d'interesse sono scesi verticalmente ed ora, in alcuni casi, abbiamo anche interessi negativi.

Draghi ha promesso, per il prossimo anno 2016, una inflazione intorno al 2%. Questo dipende da vari fattori. Interessante perciò il confronto di oggi con la situazione del 2011.

Rallentamento dei paesi emergenti

Nei mercati emergenti, con eccezione dell'India, vi sono previsioni al ribasso. Sono paesi che valgono il 60% del prodotto mondiale. Più del 70% della crescita dal 2000, è dovuta alla loro opera.

La metà delle esportazioni dell'area Euro è indirizzata in quei paesi. Si intuisce quindi l'importanza di quelle realtà. Anche il rallentamento degli Stati Uniti d'America merita uno studio accurato. La crisi degli ultimi anni ha portato una riduzione del reddito. Nell'area euro vi sono 20 milioni di disoccupati, tra cui moltissimi giovani. Con le riforme, aumentando la produttività, dobbiamo fare in modo di riportare quei disoccupati nel mondo del lavoro.

Qe in soccorso dei paesi indebitati

La politica europea monetaria ha portato molto sollievo alle economie dei paesi membri. Il Quantitative easing ha consentito un abbassamento del costo del denaro, con un risparmio enorme, specialmente per quei paesi indebitati come l'Italia. Non solo, il presidente Draghi ha più volte dichiarato che, in caso di necessità, la Bce aumenterà il suo impegno. Difatti, in caso di mancata ripresa dell'inflazione, la Bce rinforzerà il Qe.

Alla riunione di dicembre verrà riesaminata la possibilità di un ulteriore stimolo monetario.

L'effetto positivo Bce si sente in tutti i fronti dell'economia. Con il risparmio sugli interessi sono stati possibilinuovi investimenti per lo sviluppo, e tagli di tasse. E' tornato l'ottimismo, e molti parametri ci dicono che siamo usciti dall'emergenza. Tutto questo va rafforzato con l'impegno di ridurre la spesa corrente e di tagliare ulteriormente le tasse sul lavoro.

Le banche hanno ricominciato ad erogare i mutui, con tassi d'interessi molto bassi, e questo sicuramente porterà un risveglio del settore edile, che è alla base della nostra economia.

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