Si parla molto di conflitto d'interessi per il fallimento di Banca Etruria - meglio e più corretto dire "salvataggio della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio con il bail in" per essere più precisi - in quanto l'istituto è ormai noto come "banca dei Boschi" visto che l'attuale ministro Maria Elena Boschi ne è azionista, il padre era un alto dirigente, e sembra che pure la famiglia del premier Renzi abbia collegamenti. In ogni caso sotto questi aspetti non c'è ad ora nulla di rilevante a livello legale o comunque normativo, però le ultime notizie su Banca Etruria riportano oggi 15 dicembre che la procura di Arezzo ha accusatol’ex presidente Lorenzo Rosi e l’ex membro del Cda Luciano Nataloni di omessa comunicazione di conflitto d’interessi, come riportano ilCorriere della Serae tutte le testate nazionali e locali.

In poche parole l'accusa sarebbe di aver sfruttato la propria posizione per scopi personali in modo da ottenere finanziamenti altrimenti impossibili. Ribadendo che queste sono le ultime novità e quindi passibili di sviluppi, chiarimenti e smentite, riportiamo quanto si apprende ora.

Obbligazioni Banca Etruria e conflitto d'interessi: indagini in corso

Il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza ha appena avviato le indagini e si sta rivolgendo verso gli ex vertici dell'istituto tosco-laziale, ma anche vuole capire perchè Bankitalia e la Consob non abbiano a suo tempo lanciato un allarme, o almeno chiesto verifiche più approfondite, sui rischi delle obbligazioni subordinate proposte alla clientela, che come sappiamo sono andate bruciate per salvare Banca Etruria.

In ogni caso la Banca d'Italia fece diverse ispezioni negli ultimi anni – tre per essere esatti – e nella primavera 2015 avviò il commissariamento di Banca Etruria. Le accuse della Guardia di Finanza verso gli ex vertici dell'istituto, per ora concretizzatesi sembra solo su Rosi e Nataloni, riguardano finanziamenti per circa 200 milioni nel periodo 2013/14, per i quali si registrano perdite per decine di milioni, rilasciati in condizioni di conflitto d'interesse. Nel periodo in questione il vicepresidente era Pier Luigi Boschi, padre del ministro Maria Elena.

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Matteo Renzi

In questi giorni convulsi sono molte le accuse agli ex vertici societari, tra cui quella a Rosi di essere divenuto socio dell'azienda Party srl con la sua Nikila Invest: la Party srl farebbe capo a Tiziano Renzi, padre del premier Matteo, ed opera nella costruzione di outlet come anche farebbe Nataloni, altro manager di Banca Etruria. Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera proprio questi elementi hanno fatto scattare l'attenzione degli investigatori.

Da quello che si apprende oggi anche per le perdite derivanti da questi finanziamenti in stato di conflitto d'interessi sarebbero state emesse e piazzate sul mercato con una strategia estremamente aggressiva le ormai arcinote obbligazioni subordinate di Banca Etruria.

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