Le commissioni applicate sui conti correnti di Intesa Sanpaolo scoperti, ovverosia in rosso, devono essere restituite ai correntisti. A confermarlo è stata la Corte di Appello di Torino dopo che si era già espresso allo stesso modo il Tribunale del capoluogo piemontese in accordo con quanto riporta l'Associazione dei Consumatori Altroconsumo nel sottolineare il fatto d'aver così vinto la class action contro il Gruppo bancario italiano.

La vittoria dei Consumatori ha pur tuttavia un retrogusto amaro in quanto, mette altresì in evidenza Altroconsumo attraverso il proprio sito Internet, solamente sei titolari di conto corrente Intesa Sanpaolo hanno ricevuto il rimborso, ovverosia si sono visti tornati indietro i soldi pagati all'Istituto per la scopertura sul rapporto. Nel dettaglio, in totale i correntisti che hanno partecipato alla class action di Altroconsumo sono stati 104 ma solo 6, come sopra detto, hanno ottenuto il rimborso mentre a tutti gli altri la restituzione delle somme pagatenon è stata riconosciuta a causa di un cavillo burocratico rappresentato dall'assenza nei documenti della firma autenticata da parte di un notaio.

Sebbene siano stati pochi i correntistiche hanno ottenuto il rimborso, il pronunciamento della Corte di Appello di Torino apre comunque la strada all'iniziativa dei clienti Intesa Sanpaolo che si sono visti addebitate le cosiddette commissioni di massimo scoperto. Al riguardo, non a caso, Altroconsumo invita i correntisti Intesa Sanpaolo a presentare richiesta di rimborso in filiale attraverso un reclamo scritto.

Dopodiché, in caso di mancata risposta entro 30 giorni, oppurein caso di risposta insoddisfacente, il cliente avrà la possibilità di presentare un ricorso all'ABF, l'Arbitro Bancario e Finanziario.La richiesta di rimborso, da parte del cliente che ha pagato la cosiddetta 'CSC commissione di scoperto di conto', è legittimata dal fatto che, sottolinea altresì Altroconsumo, trattasi di una 'commissione illecita perché introdotta dalla banca in sostituzione delle commissioni di massimo scoperto abolite per legge nel 2009'.

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