Il Cesvi è un'importante "organizzazione laica e indipendente "che opera per la solidarietà mondiale". Mai come in questi ultimi frangenti storici, la sua mission è stata così cruciale. L'uscita del Rapporto Cesvi è un fatto di una certa importanza, dunque, perché molti oggi parlano della Fame nel mondo, ma pochi hanno tra le mani, per così dire, la realtà concreta della fame in ogni angolo dell'orbe terracqueo. Il Cesvi fa parte di questa cerchia ristretta.

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Rapporto 2016: diminuita la fame nel mondo

L'ultimo Rapporto Cesvi documenta che la fame nel mondo è diminuita del 29% rispetto al 2000. Ne parla spesso il Papa e gli organismi istituzionalmente deputati a questa vera e propria missione di concreta solidarietà, che comporta la messa in opera di un grande piano di intervento sui territori e di una gigantesca logistica.

Ma la fame sembra ancora in ogni caso molto lontana dalla nostra percezione quotidiana, nonostante la crescente crescita della povertà in Italia, soprattutto nelle Regioni del sud Italia

Invece, la fame c'è ancora, nel mondo, e, sulla base degli indicatori generali di misurazione del fenomeno - denutrizione, tasso di mortalità nei minori di 5 anni, deperimento e arresto della crescita -, la situazione resta ancora allarmante. 

Cos'è la fame secondo gli indicatori internazionali

La FAO dichiara che ci troviamo davanti alla "fame" quando c'è un consumo di meno di 1800 calorie al giorno.

Se assumiamo questo indicatore, allora sì che la situazione è e rimane ancora allarmante.

La ricerca del Cesvi ha riguardato 118 Paesi, e le macroaree maggiormente colpite dal fenomeno della fame sono l'Asia Meridionale e la tradizionale area dell'Africa subsahariana, con un miglioramento rispetto al 2000, ma ancora in difficoltà evidenti e macroscopiche. 

Nazioni come Ciad, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Yemen, Zambia e Madagascar sono ancora molto indietro.

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Poi vi sono enormi Paesi come l'India, che soffrono di una situazione di crisi sociale, povertà e quindi fame, ma del tutto diversa, visto il livello di crescita e modernizzazione che comunque ravvisiamo in quest'area. 

La fame dunque esiste ancora, nel mondo, e la nostra nuova situazione di relativa povertà dovrebbe renderci più sensibili di prima a questa realtà, difficilmente estirpabile una volta per tutte. 

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