Il cambio delle valute euro-dollaro è uno dei temi caldi del mercato finanziario Forex. Dopo le recenti notizie dal mondo politico ed economico, il valore del suddetto cambio sembra destinato ad indebolirsi, fino a raggiungere la parità tra le due monete. Vediamo ora le motivazioni che spingono gli analisti a fare questa previsione.

Prolungamento del QE da parte della Bce

Il Quantitative Easing (QE), la cui traduzione letterale è "alleggerimento quantitativo", viene chiamato in italiano anche "allentamento monetario".

Attuando un piano di questo tipo, le banche centrali si pongono quali acquirenti di beni (generalmente si tratta di titoli di Stato) al fine di incentivare la crescita economica (per questo il QE viene anche chiamato "stimolo"). Nella giornata dell'8 dicembre, la Banca Centrale Europea (Bce), attraverso il suo governatore Mario Draghi, ha dichiarato di voler continuare il programma QE oltre la scadenza prefissata di marzo 2017, prorogandolo fino a dicembre 2017.

Tuttavia dall'aprile del nuovo anno, l'ammontare mensile del QE da parte della Bce si ridurrà da 80 miliardi a 60 miliardi di euro. Questa proroga era scontata dai mercati, ma nonostante ciò ha suscitato scalpore la riduzione dell'entità dello "stimolo" stesso.

La diminuzione di 20 miliardi di euro mensili lascia pensare ad una progressiva riduzione del QE, fino alla sua probabile conclusione al termine del 2017. Gli analisti sono convinti che questa decisione vada inequivocabilmente nella direzione del "tapering", ovvero il rallentamento - da parte dell'istituto centrale - nel ritmo di acquisto di asset sul mercato, il quantitative leasing appunto. Questa notizia indebolisce la moneta unica europea, facendo scivolare il cambio euro-dollaro verso quota 1,06.

Elezioni in Europa

A destabilizzare la politica e, di conseguenza, anche l'economia del Vecchio Continente, ci si mette anche un fitto calendario di elezioni politiche in diversi Stati-chiave dell'Ue. In particolare Francia, Germania e Paesi Bassi (a cui aggiungiamo anche l'Italia post referendaria) devono fare i conti con delicate questioni interne politiche, rendendo più complessa la comunicazione europea e congelando alcune riforme necessarie ma impopolari. Questo, a detta degli analisti, renderebbe ulteriormente debole la moneta unica europea.

Trump, i tassi della Fed e la "corporate tax"

Al tempo stesso, le elezioni americane che hanno portato alla presidenza Trump, vengono decodificate dagli analisti finanziari come un segnale di forza per il dollaro nel mercato del Forex. La prossima settimana la Fed americana dichiarerà la sua intenzione relativamente ai tassi di interesse negli Stati Uniti. L'opinione condivisa è quella che la Fed finalmente si presti all'aumento dei succitati tassi, dopo un lungo periodo di politica monetaria accomodante.

L'elezione di Trump renderebbe questa decisione quasi scontata. Inoltre il rafforzamento del "biglietto verde" sarebbe supportato anche dalla politica fiscale della nuova amministrazione statunitense, che ha già annunciato il taglio della "corporate tax", stimolando il rimpatrio dei capitali USA.

Secondo gli analisti finanziari, il raggiungimento della parità del cambio euro-dollaro sembra solo una questione di tempo. Già nel corso dei primi mesi del 2017 ci potrebbe essere l'allungo definitivo della moneta americana che, assieme al calo dell'euro nel mercato Forex, potrebbe permettere il raggiungimento della parità.

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