Un anno molto travagliato per il settore bancario. Ma a sua volta un anno nerissimo per i risparmiatori italiani e soprattutto per le tasche dei comuni cittadini. Da qualche mese l'attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori si concentra sul futuro sempre più incerto della banca più antica al mondo, la Monte dei Paschi e Siena, nata nel lontano 1472.

Il risultato del Referendum ha congelato momentaneamente il programma che prevede un ulteriore sborso di denaro pubblico pur di salvare il salvabile. Cinque pesanti miliardi da trovare in un quadro politico molto complicato da cui potrebbe dipendere anche la permanenza stessa nell'Unione Monetaria Europea.

Nazionalizzazione annunciata

Sono passati svariati anni, tutti sanno e tutti tacciono. "Meglio non parlare dell'argomento", la voce comune dei vertici del Partito Democratico. Nel frattempo i piani messi in atto non danno i frutti sperati, la banca ha troppi titoli spazzatura in pancia. E oggi ha nuovamente bisogno del salvagente di Stato, così com'è già accaduto per altre banche.

La situazione è drammatica e non è chiaro come si potrebbe articolare un intervento pubblico. Secondo le regole europee del bail-in, un burden sharing sarebbe l'unica procedura per la risoluzione delle crisi bancarie. In parole povere, da una parte si tratta di azzerare il valore delle azioni di mps. Dall'altra studiare ancora una volta un meccanismo di tutela per i correntisti e piccoli risparmiatori.

Soluzione di mercato impraticabile

Tutte le decisione sono rimandate, a quanto pare Renzi e il ministro Padoan non hanno intenzioni di prendersi la responsabilità di comunicare ai risparmiatori che i titoli subordinati, cioè quelli sul debito, verranno irrimediabilmente azzerati.

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La responsabilità politica di un eventuale disastro è tanta, ma anche la consapevolezza che la conversione dei bond subordinati in azioni era andata malissimo.

Il titolo continua a scendere. Il summit, dopo vari rinvii dovrebbe svolgersi mercoledì 7 in concomitanza con il faccia a faccia della direzione del PD. Coincidenze o meno si tratta ancora una volta di salvare una banca con i soldi degli italiani, perché è evidente che non si è trovato alcun investitore pronto a impegnare 5 miliardi di euro.