Cina, un colpo a Trump: cade la diga di Panama, Pechino conquista il Canale”.

Il titolo shock dell’articolo pubblicato su R.it Economia di Angelo Aquaro rende molto bene l’idea.

Il nuovo accordo economico tra Panama e Cina preoccupa realmente gli Stati Uniti? Sembra di si visto che a meno di due mesi dal pubblicizzato accordo con la Cina, il presidente panamense Juan Carlos Varela è stato chiamato a rapporto da Trump, la versione ufficiale dell’ufficio stampa della Casa Bianca è che l’incontro è stato organizzato per sigillare l’accordo di cooperazione tra i due Stati, sia per la lotta contro il traffico della droga che per ristabilire la democrazia in Venezuela.

Il 17 agosto, a distanza di appena due mesi, il vice presidente degli Stati Uniti Mike Pence è venuto in visita a Panama, questa volta per ringraziare Juan Carlos Varela per la partecipazione di Panama alla coalizione globale per sconfiggere l' Isis . Panama è l’unico paese dell’America Latina a far parte della coalizione globale contro il terrorismo islamico. Nello stesso incontro Juan Carlos Varela ha inoltre strategicamente chiesto a Pence più investimenti da parte delle imprese americane nell’area dell’istmo. ” Tenemos un enorme interés en que más empresas norteamericanas inviertan en nuestro país y participen de los proyectos de infraestructura que estamos desarrollando”. Juan Carlos Varela – Presidente de Panama.

Panama ed il canale nel mirino dei terroristi

Anche Panama dunque ormai nel mirino dei terroristi islamici, infatti nel mese di maggio di quest’anno , come riportato su Rights Reporter dal giornalista Adrian Niscemi, sono stati arrestati in USA Samer El Debek e Ali Kourani legati a Hezbollah che stavano pianificando un attentato sia negli Stati Uniti che a Panama.

Il Canale sempre più strategico. Il 26 giugno 2016 è stato inaugurato l’ampliamento del canale di Panama che permette ora il passaggio delle maxi navi (New Panamax), cioè navi con capacità fino a 12.600 TEUs (unità equivalente a 20 piedi) con una lunghezza massima di 366mt, larghezza 49mt e pescaggio di 15mt (prima dell’ampliamento era possibile il passaggio solo alle navi che non superavano i 5000 TEUs, 294 metri di lunghezza, 32 di larghezza e 12 di pescaggio).

Il Canale ancora di più una miniera d’oro per Panama?

Si è una miniera d’oro sempre più produttiva, basti pensare che la portacontainer giapponese Mol Benefactor da 10.000 TEUs nel mese di luglio di quest’anno ha pagato un pedaggio di circa 800,000 dollari, nave che prima dell’ampliamento non avrebbe potuto attraversare il Canale (fino all’apertura delle nuove chiuse i pedaggi oscillavano da un minimo di 50,000 dollari ad un massimo di 200,000 per le navi da crociera e per le commerciali si era arrivati fino ad un massimo di circa 500,000 dollari).

Qual è stata la prima nave ad attraversare il nuovo set di chiuse?

Ovviamente una nave del colosso cinese Panama Cosco Shipping, pare quasi che l’ampliamento sia stato fatto per i cinesi e il fatto che dopo poco più di un anno dall’inaugurazione sia stato stipulato un accordo tra i due paesi, potrebbe esserne la dimostrazione.

Le mire espansionistiche della Cina sono chiare e trasparenti, basti pensare alla colonizzazione dell’Africa, come ben spiega da Bruxelles l’esperto giornalista di origini africane Joshua Massarenti dicendo che la nuova via della seta parte dall’Africa, dove il 50% degli investimenti previsti per rilanciare l’economia prendono il volo proprio verso l’Africa.Cina si espande in Africa anche militarmente

Questi nuovi investimenti sono certamente una grossa opportunità per i paesi africani ancora drammaticamente sottosviluppati, anche se i leader del continente nero sono preoccupati dal crescente indebitamento con la Cina e pretenderebbero dei veri accordi economici di partnership che non li rendano totalmente succubi all’egemonia cinese, vedremo se la spunteranno ed in che termini.

La Nuova via della Seta

però non si ferma in Africa e l’investimento di 1,800 milioni di dollari del gruppo Shangai Gorgeous a Panama chiarisce ogni dubbio a riguardo. L’investimento prevede la costruzione di un porto per i container e una piattaforma termoelettrica a gas naturale.Cina nuova via della seta

Panama in cambio esonererà la Multinazionale cinese dal pagamento delle imposte sulla rendita e sui dividendi e, visto l’entità del volume di affari per i cinesi sarà un vero albero della cuccagna. Anche per Panama sarà una manna dal cielo visto che qualche anno fa fu addirittura costretta a dichiarare un periodo di austerity non disponendo di risorse energetiche proprie sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale e la piattaforma termoelettrica risolverà in parte il problema, oltre a veder incrementare i transiti delle navi cinesi nel Canale che fino ad ora erano al secondo posto rispetto ai transiti delle navi americane.

La Cina stipulando l’accordo, pare voglia iniziare a controllare il Canale più da vicino. Quel Canale che da sempre è sotto il dominio statunitense. Gli Stati Uniti si sono fatti quindi immediatamente avanti cercando di farne oggi un proprio avamposto per ristabilire le regole democratiche in Venezuela, ma la reale mira sul Venezuela degli Stati Uniti è, probabilmente, quella di impossessarsi delle risorse petrolifere del paese, nonostante quello venezuelano sia bitume di difficile estrazione. Il fatto è che la Cina avendo prestato al Venezuela 40 miliardi di dollari è diventato il maggiore importatore del petrolio venezuelano a prezzi bloccati e esente da costi di trasporto. Sarà quindi molto difficile per gli USA mettere le mani su una risorsa già ipotecata.

Il Trattato Carter-Torrjios

L’idea degli Stati Uniti di avere per sempre il controllo del canale era chiara già in uno dei tre accordi contenuti nel trattato Carter-Torrjios siglato nel 1977 in sostituzione del trattato Hay e Bunau-Varilla del 1903 che era stato fonte di conflitto tra le due nazioni e che culminò nei gravissimi episodi del 9 gennaio 1964, da questo sanguinoso episodio iniziarono le trattative tra i due Stati fino ad arrivare nel 1977 alla stipula del nuovo trattato, dove a parte gli accordi che eliminavano il concetto di perpetuità dello sfruttamento da parte dall’amministrazione americana del canale di Panama e i termini della restituzione della sovranità dello stesso al suo 'legittimo” proprietario' alle ore 12.00 del 31 dicembre 1999, fu definito anche l’ accordo di neutralità, ossia il permesso di transito a tutte le navi del mondo, anche quelle da guerra senza ispezione né controllo da parte delle autorità panamensi, questo accordo dà chiaramente ancora oggi la possibilità agli Stati Uniti di far passare appunto le proprie navi da guerra senza chiedere il consenso alle autorità panamensi e da lì il gioco è fatto, ossia potrebbero quando vogliono accampando varie scuse impossessarsi del Canale.

Forse è proprio questo pericolo che ha spinto la Cina a concentrarsi meno sul progetto della costruzione del Canale in Nicaragua e non solo per i problemi politici, sociali, geologici e logistici di quel paese.

La Cina ha cercato l’accordo con Panama , forse proprio perchè I suoi interessi verso l’America Latina sono già abbastanza grandi per non provare a controllare più da vicino il Canale di Panama e a questo punto speriamo in equilibrio con gli interessi USA.