Il tavolo di confronto tra Governo e sindacati ha tempo fino al 13 novembre per inserire lo stop all’aumento dell’età pensionabile automatico legato alla speranza di vita Istat che porterebbe, dal 1 gennaio 2019, l’età per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni.

Il problema principale per l’esecutivo sembrerebbe essere la mancanza di risorse a disposizione, motivazione che lascia poche speranze all’accoglimento delle richieste dei sindacati, vista anche la strettezza dei tempi.

Età pensionabile: stop all’aumento in Legge di Bilancio?

I termini dell’accordo, infatti, dovranno essere chiariti non oltre il 13 novembre e sempre entro la stessa data dovranno essere individuate le categorie di lavoratori per le quali l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia rimarrà a 66 anni e 7 mesi anche dopo il 1 gennaio 2019. Stesso discorso valido anche per la pensione anticipata che, da gennaio 2019, richiederà 43 anni e 3 mesi per gli uomini, 42 anni e 3 mesi per le donne e 41 anni 5 mesi per i lavoratori precoci.

L’incremento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata giunge come ultimo tassello previsto dalla riforma Fornero dopo l’incremento dell’età di accesso alla pensione di vecchiaia per le donne dal 1 gennaio 2018: le donne del settore privato, infatti, si sono viste portare l’età pensionabile adeguata a quella degli uomini e a quella dei lavoratori del settore pubblico.

L’adeguamento alla speranza di vita, al momento, potrebbe essere sospeso per le 11 professioni considerate gravose dall’ultima legge di Bilancio.

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Pensioni

Misure previdenziali in discussione

Oltre allo stop dell’aumento dell’età pensionabile in base alla speranza di vita Istat, in discussione anche la possibilità di un ampliamento della platea dei possibili beneficiari di tale sospensione: sono al vaglio le definizioni di quelle che potrebbero essere incluse come categorie in condizione di difficoltà, come ad esempio i braccianti agricoli.

I sindacati, infatti, risorse permettendo, vorrebbero salvaguardare tutte le categorie di lavoratori a maggior rischio senza, in nessun modo, smontare l’impianto della Legge Fornero che l’esecutivo, Padoan in primis, intende salvaguardare.

Da definire, inoltre, oltre alle platee di beneficiari anche se lo stop riguarderà soltanto il requisito richiesto per la pensione di vecchiaia o anche quello contributivo necessario alla pensione anticipata.

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