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Alcune carte di credito, come MasterCard, American Express e Discover hanno annunciato che per l'autorizzazione dei pagamenti non sarà più prevista la firma del proprietario stesso, ovvero non sarà più obbligatoria grazie al chip stesso della carta. Questo per quanto vale gli Stati Uniti ed il Canada, mentre per il resto del mondo è ancora tutto da vedere. Anche Visa potrebbe rendere presto la firma facoltativa al momento della transazione.

Le firme non saranno più obbligatorie

Entro la fine del mese queste carte non necessiteranno più della firma del proprietario, e probabilmente queste misure saranno adottate anche da altre compagnie del settore con lo scopo di facilitare l'utilizzo delle carte stesse.

Ciò che non ancora si sa per certo è se questi cambiamenti rivoluzionari avverranno anche nel resto del mondo: American Express ha preso questo provvedimento su base globale, quindi con tutta probabilità la misura sarà applicabile anche qui in Italia. Per quanto riguarda, appunto, l'Italia c'è da specificare che nel nostro paese spesso la firma non è obbligatoria [VIDEO] nei negozi fisici grazie alla tecnologia contactless che permette di evitare anche l'inserimento del codice PIN qualora gli acquisti siano al di sotto di una soglia determinata, mentre è obbligatoria per gli acquisti più importanti.

Le rivoluzioni per adattarsi al progresso

Anche le carte di credito dunque si stanno lentamente adeguando alle più nuove e sofisticate tecnologie [VIDEO]: non solo per poter facilitare la vita dei propri clienti e per poter far evolvere i meccanismi di anti-frode (che sono sempre più utili ed efficaci, dato che negli ultimi anni sono nate le figure dei "cyber criminali" che in qualunque momento e con qualunque mezzo possono rubare soldi agli utenti), ma anche perché le transazioni di denaro stanno diventando sempre più efficienti e veloci.

Ovviamente, queste innovazioni non precludono la nascita di altre idee applicabili al mondo delle carte di credito, anzi. Basti pensare che le tanto amate e allo stesso tempo contestate "criptovalute" potrebbero viaggiare sugli stessi circuiti delle carte in un futuro neanche troppo lontano. Questo potrebbe essere possibile dal momento in cui Bitcoin ed altre "criptovalute" saranno considerate riconosciute come denaro vero e proprio, cosa al momento non comunque vicinissima al compiersi (anche per l'estrema volatilità che questi prodotti stanno dimostrando sul mercato finanziario).