È in arrivo la tracciabilità e la trasparenza della busta paga, grazie alla quale la retribuzione per i lavoratori da parte del datore di lavoro non potrà risultare più ‘falsata’. Stiamo parlando, in pratica, della diffusissima pratica di far firmare una busta paga conteggiata con un importo diverso e spesso, molto inferiore, a quello effettivamente ricevuto. Attraverso il pagamento degli stipendi in contante, infatti, è molto più facile mettere in atto per il datore di lavoro, ricatti e manomissioni, ai danni del lavoratore, estremamente illecite.

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Cambieranno i pagamenti degli stipendi: ecco da quando

Dal primo luglio 2018 tutti i datori di lavoro dovranno versare gli stipendi ai propri dipendenti esclusivamente attraverso operazioni bancarie tracciabili. Saranno aboliti tutti i pagamenti degli stipendi in contanti andando così ad eliminare le anomalie delle buste paga false, spesso tollerate da lavoratori bisognosi. Scopo della nuova normativa è di mettere al bando le retribuzioni con ‘soldi cash’ per pagare anche importi di piccola entità, qualsiasi sia la tipologia e il rapporto di lavoro.

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Un segno di civiltà che finalmente porrà fine alle prassi, estremamente spiacevoli e ricattatorie, di pagare i propri dipendenti meno di quanto effettivamente risulta sulla loro busta paga e soprattutto di quanto invece prevedono i contratti collettivi nazionali. Non è raro, infatti, trovare situazioni lavorative, al quanto anomale che, sotto i ricatti dell’assunzione prima e quelli del licenziamento dopo, navigano nell’illecito costringendo a firmare i lavoratori con l’acqua alla gola, una busta paga non veritiera con importi superiori a quelli realmente da loro percepiti.

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Buste paga non veritiere: i dati sconcertanti del Censis

Per i lavoratori che sistematicamente ricevono già l’accredito con bonifico del proprio stipendio o tramite operazioni rintracciabili, questa nuova regola potrà sicuramente apparire irrilevante, cosa che invece non sarà sicuramente per tutti i lavoratori costretti invece a questa illegale e ingiusta pratica che secondo le stime del Censis Confcooperative, sarebbero circa 3,3 milioni e per i quali la loro paga salariale media scenderebbe sistematicamente anche del 50%.

Non sarebbero coinvolti dalla nuova riforma, tutti i rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione, per i quali il divieto di pagamento in contanti superiori ai mille euro, era stato già contemplato e stabilito dal Governo Monti nel 2011. Anche il lavoro di tipo domestico come quello delle badanti e delle colf, fino a quattro ore giornaliere, potrà continuare ad essere pagato in moneta contante.

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