Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, parlando due giorni fa con un gruppo di lavoratori precari (come riportato tra gli altri anche da Il Sole 24 Ore), ha confermato di volere modificare la normativa presente nel decreto Salva Italia del governo Monti, che ha liberalizzato nel 2012 le aperture festive [VIDEO] degli esercizi commerciali.

Cosa prevedeva la legge fino al 2012

Ricordiamo che prima del 2012, era prevista la chiusura domenicale e festiva dei negozi salvo eccezioni, mentre oggi è possibile mantenerli aperti anche a Pasqua e Natale. D'altro canto, già nel 2017 Di Maio lanciava un appello [VIDEO] ad approvare la legge (di iniziativa pentastellata), che prevedeva la parziale chiusura festiva degli esercizi commerciali.

Le motivazioni di Di Maio

Alla base di tale proposta, ci sono alcune motivazioni sia di tipo etico che economiche: etiche perchè egli sottolinea che con la chiusura domenicale si "rendono le famiglie più felici" e si consente ai commercianti di usufruire di un giusto riposo festivo da passare con i figli. Inoltre egli dichiara di volere impedire lo sfruttamento ed eliminare la precarietà del lavoro che sarebbero favoriti dalla deregulation selvaggia imposta da Monti nel Salva Italia. Infine, non sussisterebbe alcun vantaggio economico dalle aperture festive, poichè si va a spalmare su sette giorni l'incasso che altrimenti si farebbe in sei.

L'appoggio dei sindacati e le reazioni della grande distribuzione

Di Maio ha ricevuto subito l'appoggio dei sindacati, con Annamaria Furlan segretaria Cisl che afferma la necessità di salvaguardare la volontarietà del lavoro festivo e domenicale in quanto "non esiste un diritto allo shopping".

Di segno opposto le reazioni della grande distribuzione, con Federdistribuzione assolutamente contraria a limitare i giorni di apertura, per consentire alle imprese di gestire gli orari in base alle esigenze della clientela, che sono molto diverse da quelle di venti o trenta anni fa. Perchè il punto è anche questo: gli stili di vita degli italiani sono cambiati, spesso nelle famiglie si lavora in due e non è possibile andare a fare shopping durante gli orari di apertura, come erano concepiti ancora fino agli anni ottanta.

I confronti con gli altri paesi europei

Ma come si regolano gli altri paesi europei? La situazione è a macchia di leopardo: se in Germania la decisione spetta ai Land, in Francia non è permessa l'apertura festiva, ma con numerose eccezioni che riguardano le grandi città e le città turistiche. In Inghilterra, le aperture domenicali sono consentite per superfici commerciali superiori ai 280mq, in Spagna infine, vige l'apertura domenicale una volta al mese, salvo che nelle città turistiche, dov'è consentita l'apertura festiva e notturna.