Secondo il candidato premier del M5S, Luigi di Maio, alle famiglie italiane deve essere garantito il diritto alla ‘felicità’. Anche a quelle che sono titolari di una attività commerciale o un cui membro lavora da impiegato in un qualsiasi negozio. Per questo Di Maio, con un post pubblicato questa mattina sul blog di Beppe Grillo, chiede al parlamento italiano di approvare prima delle festività natalizie o, comunque, prima della imminente fine della legislatura, la proposta di legge del Movimento che prevede la chiusura forzata dei negozi per almeno 6 dei 12 giorni festivi previsti durante l’anno.

Ovviamente, specifica il vicepresidente della Camera, verrebbe garantita l’apertura a rotazione degli esercizi commerciali.

La proposta di Di Maio: negozi chiusi per 6 giorni di festa su 12

In vista della chiusura ufficiale della legislatura, prevista forse per fine anno, Luigi Di Maio torna a chiedere al parlamento italiano di fare in fretta ad approvare la proposta di legge del M5S, a prima firma Michele Dell’Orco, che obbliga gli esercizi commerciali a tenere chiuse le saracinesche in almeno 6 dei 12 giorni festivi previsti durante l’anno (Natale, Capodanno, Pasqua, Ferragosto etc). In realtà l’iniziativa legislativa pentastellata ha già trovato un primo positivo riscontro alla Camera dei Deputati, con la sua approvazione avvenuta all’unanimità.

Adesso, quindi, mancherebbe solo il si del Senato per renderla una legge dello Stato a tutti gli effetti.

L’appello di Di Maio in favore delle famiglie

Tutte le famiglie hanno diritto al riposo, anche quelle che posseggono o gestiscono esercizi commerciali”. Con queste testuali parole il candidato premier del M5S si prefigge di andare incontro alle necessità delle famiglie e dei lavoratori italiani, sempre più pressati da orari di apertura impossibili, aperture straordinarie, saldi domenicali e dal circolo vizioso che obbliga le persone non più a produrre per consumare, ma a consumare per produrre.

Naturalmente Di Maio non evita di fare i conti con una realtà consumista e iper liberista sempre più diffusa e, per questo, precisa che i negozi, pur rimanendo chiusi per 6 giorni festivi su 12, dovranno comunque garantire un’apertura a rotazione che coinvolga non meno del 25% degli esercizi commerciali.

Contro le riforme di Monti e Bersani

Dopo aver fatto presente che, con l’approvazione della legge Dell’Orco, verrebbe istituito anche un fondo per le piccole imprese in ambito commerciale, Di Maio passa a criticare aspramente le riforme messe in atto da Pier Luigi Bersani prima (quando era ministro dello Sviluppo Economico durante il secondo governo Prodi, 2006-2008), e dal governo Monti poi (2012-2013). Le “liberalizzazioni selvagge” di Monti e i “decreti” Bersani, infatti, avrebbero rappresentato un fallimento perché, secondo Di Maio, avrebbero “solamente spalmato su 7 giorni lo stesso incasso che i negozi facevano prima in 6”. Insomma, lungi dall’apportare benefici economici ai commercianti, le liberalizzazioni montiane e bersaniane hanno provocato “conseguenze sociali disastrose”, perché titolari e lavoratori degli esercizi commerciali non hanno più la possibilità di riposarsi, dovendo lavorare dal lunedì alla domenica.

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