Dopo il rinvio di Moodys, che ha deciso di attendere la pubblicazione della nota aul DEF per decidere sulla possibiltà di un downgrade (modifica al ribasso del giudizio sul merito di credito), anche Fitch potrebbe assumere un atteggiamento attendista, lasciando invariato per il momento il rating sul debito italiano e modificando l'outlook in negativo.

La decisione, che verrà resa nota venerdì 31 agosto, sarà fondata uno report realizzato dagli analisti della stessa agenzia e dal quale Repubblica ha pubblicato diversi estratti.

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In sintesi, le misure contenute nel contratto di governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle spaventano ancora per il potenziale impatto che potrebbero avere sui saldi di finanza pubblica del nostro paese. Inoltre, la dialettica accesa nei confronti di Bruxelles rischia di avere conseguenze anche sull’avanzamento dell’unione bancaria e di altre iniziative che necessitano coordinamento, come ad esempio la gestione dei migranti.

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Un giudizio severo

Fitch aveva già declassato il rating sul debito italiano nel 2017 a causa del rischio politico connesso al crescente consenso ottenuto dai partititi populisti e, l’instabilità registrata in seguito all’insediamento del governo Conte, costituisce di fatto una realizzazione delle aspettative alla base del downgrade.

Il rischio principale è costituito dalla possibilità che le misure indicate nel contratto di governo, come la flat tax e il reddito di cittadinanza, in assenza di coperture adeguate abbiano l’effetto di peggiorare il deficit del bilancio dello stato.

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Inoltre, appare plausibile che il percorso delle riforme strutturali, necessarie per sanare gli squilibri macroeconomici che caratterizzano il nostro paese, possa interrompersi, se non addirittura invertirsi, se dovessero realmente verificarsi interventi sul sistema previdenziale, in modifica della Legge Fornero.

Nel caso il rapporto deficit/pil dovesse superare la soglia del 3% si attiverebbe una procedura di sanzione per deficit eccessivi che potrebbe esacerbare ulteriormente un clima già alquanto teso nei rapporti tra il governo italiano e le istituzioni europee, con conseguenti pressioni ribassiste sui titoli del debito italiano.

Prospettive in peggioramento

La situazione del nostro paese, per come è descritta dal report dell’agenzia di Rating, è tutt’altro che rosea e si arriva a menzionare esplicitamente il rischio di un’uscita dall’area euro, in gergo nota come Italexit, sebbene questa eventualità sia considerata scarsamente probabile. Si tratta di una prospettiva che avrebbe conseguenze drammatiche per l’intera area Euro, stanti le dimensioni sistemiche dell’economia Italiana: è molto probabile che la crisi si estenderebbe rapidamente alle economie più fragili (effetto contagio) innescando una fuga di capitali e che la fortissima recessione italiana derivante dall’uscita, trascinerebbe al ribasso il PIL di tutti gli altri paesi.

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Ad oggi si confermano pertanto le aspettative che hanno portato al downgrade del debito italiano lo scorso anno e dunque appare improbabile che il giudizio venga modificato immediatamente. Considerando comunque i rischi e le incertezze connesse con i programmi dell’esecutivo, appare probabile una revisione dell’outlook da neutrale a negativo.

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