Il 2019 rappresenta l'anno in cui ricorre il ventennale da quando l'Euro è entrato in vigore, almeno sui mercati finanziari. Un progetto affascinante quello della moneta unica per tutte le nazioni europee, ma che non ha mai convinto fino in fondo alcune popolazioni, le quali inizialmente erano rimaste perplesse dai tassi di cambio con le proprie valute precedenti e che, adesso, in alcuni casi non sono convinte di aver tratto benefici dall'adozione di un unico circuito monetario.

A rilasciare un'interessante intervista a Il Sole 24 ore è Giulio Tremonti.

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L'esperto di economia, già ministro sotto la presidenza del Consiglio di Silvio Berlusconi, ha avuto modo di effettuare una ricostruzione storica su quanto è avvenuto, raccontando come a suo avviso, dietro l'entrata dell'Italia nell'Euro, ci sia l'interesse della Germania.

Tremonti fornisce una ricostruzione interessante

Giulio Tremonti, attraverso le colonne del noto quotidiano economico, ha modo di svelare un retroscena piuttosto interessante. L'ingresso dell'Italia nell'Euro sarebbe stato anche frutto delle pressioni degli industriali tedeschi.

Pare infatti che gli imprenditori teutonici, temendo la concorrenza italiana, abbiano fatto pressione sulla "banca tedesca" affinché venissero create le condizioni per fare entrare l'Italia nell'Euro "così che - rivela Tremonti - la curva dei tassi sul debito italiano crollò".

L'ex ministro delle Finanze, inoltre, ritiene probabile che il cambio Lira-Euro abbia influenzato in maniera negativa l'economia italiana. Un passaggio che lui stesso definisce "pizzino applicato sul biglietto d'ingresso" dell'Italia nell'Euro. "Data la dimensione storica del fenomeno - prosegue - e la natura dell’Italia come paese fondatore, il tipico meschino errore".

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Tremonti respinge le accuse

La gestione della transizione da Lira ed Euro è stata a carico del governo di centrodestra del 2002, anno in cui la nuova moneta iniziò a circolare materialmente nelle tasche dei cittadini. A lanciare precise accuse su quell'esecutivo e su quanto fu fatto in quella fase è stato Romano Prodi. Giulio Tremonti però preferisce rispedire al mittente le accuse definendo "polemica e infantile l'idea dei controlli da fare H24".

Tremonti continua ad essere critico persino sui tagli dell'Euro, considerato che egli riteneva un'idea plausibile quella di creare le banconote (e non le monete) da 1 euro.

"Forse - sottolinea - non è un caso se esiste la banconota da un dollaro". Per Tremonti, però, non c'è alcuna possibilità di trarre benefici dal'uscita dell'Euro: "Si dimentica che c'è stata e che c'è comunque la globalizzazione e che forze esterne distruggerebbero l'operazione".