Mancano ormai pochi giorni al momento in cui i cittadini europei si recheranno alle urne per rinnovare il Parlamento di Bruxelles. Si tratterà di una tornata elettorale che farà capire se davvero sul Vecchio Continente spicca un vento populista e sovranista. Questo, perché legato a pensieri di destra, è il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. L'enfant prodige della politica europea, poco più che trentenne, pur condividendo, ad esempio, con la Lega i pensieri legati alla necessità di rendere quanto più possibile ermetiche le linee di confine continentali, manifesta la necessità di instaurare una linea dura nei confronti dei paesi troppo indebitati. Ne ha parlato nel corso di una lunga intervista rilasciata a La Stampa, in cui ha avuto modo di soffermarsi su diversi aspetti.

Torna agli onori delle cronache la questione del debito

Quella del debito pubblico italiano è stata una questione che ha tenuto banco nella fase finale del 2018. La motivazione nasceva dal fatto che l'Unione Europea non aveva alcuna intenzione di concedere alla manovra finanziaria di Roma la possibilità di incrementare il debito per finanziare misure come Quota 100 e il reddito di cittadinanza. Quello che sembrava un braccio di ferro, si è tramutato però in un'intesa che ha permesso di scongiurare l'ipotesi che, una volta approvato il Def, Bruxelles potesse intraprendere una procedura d'infrazione per eccesso di debito nei confronti dell'Italia.

Proprio sulla situazione di paesi come l'Italia, il cancelliere austriaco Kurz ha manifestato la necessità che l'Europea provveda alla creazione di nuovi trattati economici che possano in qualche modo regolare in maniera diversa il rapporto tra l'Unione Europea e le nazioni che convivono con un debito così alto da poter mettere a rischio l'intera zona Ue.

Per Kurz servono regole ferree

L'idea espressa da Kurz è che il superamento della crisi potrà avvenire unicamente se verrano create "sanzione chiare verso i membri che creano indebitamento".

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Tutti, secondo il politico austriaco, dovrebbero avere l'obbligo di ridurre il rapporto deficit/Pil e restare dentro i vincoli del Patto di Stabilità. Particolarmente significato è il capitolo dedicato alla situazione italiana. Secondo Kurz, quelle che lui definisce "regole ferree", diventerebbero lo strumento attraverso cui evitare che "l'Italia finisca per diventare una seconda Grecia attraverso una poltica del debito irresponsabile"."Solo così - ha sottolineato- potremo evitare che l'Italia metta in pericolo l'intera zona euro".

Parole che, probabilmente, sono destinate a scatenare reazioni piccate da parte degli ambienti politici italiani.

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