Le Gacs (garanzie sugli attivi cartolarizzati) hanno fornito un contributo rilevante al processo di pulizia dei bilanci degli istituti di credito italiani. In un articolo de Il Sole 24 Ore, Carlo Festa ha evidenziato come le perfomance ad oggi delle operazioni che hanno beneficiato di questo tipo di agevolazione, presentino una certa dispersione dei recuperi realizzati rispetto alle previsioni formulate in partenza.

A ben guardare, questo tipo di analisi consente un giudizio solo parziale sul successo di queste operazioni, poiché non tiene conto del numero di posizioni chiuse sul totale e, soprattutto, della performance registrata sulle posizioni chiuse che tipicamente costituisce l'indicatore più rilevante per questo tipo di operazioni.

L'ambiguità dei risultati non definitivi

Osservando il grafico elaborato da Debtwire e inserito nell'articolo de Il Sole 24 Ore, si può rilevare che alcune operazioni presentano dei recuperi cumulati superiori al business-plan di partenza, mentre altri si trovano al di sotto.

Questo tipo di andamento può avere diverse spiegazioni e, di per sé, il fatto che i recuperi siano o meno in linea con il business-plan non è necessariamente significativo, a meno che gli scostamenti non siano particolarmente rilevanti.

Ad esempio, è possibile che un operatore stia registrando recuperi momentaneamente inferiori alle aspettative, ma che questo rientri in una strategia difensiva nei confronti del valore del credito.

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Detta strategia può basarsi sul rifiuto di accordare stralci sul credito nel breve termine e sull'intervento tramite veicolo immobiliare per rilevare gli asset sottostanti e migliorarne la qualità al fine di ottenere recuperi maggiori delle previsioni in un secondo momento, in modo da compensare il Gap temporaneo registrato inizialmente.

Parimenti, è anche possibile che una performance iniziale molto superiore alle aspettative nasconda l'anticipazione (scontata) di flussi futuri e che dunque venga poi "riassorbita" da performance sotto il business-plan in un secondo momento.

I vantaggi per le banche e le prospettive future

Se dunque è molto difficile esprimere un giudizio, ancorché preliminare, sull'andamento delle operazioni assistite dalla Gacs, è sicuramente possibile formulare una valutazione positiva sul contributo dato al processo di riduzione dello stock di crediti deteriorati. In particolare, è sicuramente rilevante la riduzione dell'impatto a conto economico della dismissione dei crediti non-performing.

Una cessione in blocco ad un investitore professionale implica un prezzo di trasferimento sicuramente molto inferiore rispetto a quelli realizzati con le cartolarizzazioni garantite da Gacs. Difatti, il tasso di sconto molto elevato - tipicamente richiesto dagli operatori che accettano il rischio elevato di queste operazioni - viene applicato solo su una frazione molto limitata dell'investimento.

Il grosso dell'investimento, rappresentato dalle note senior emesse dalla società veicolo, viene effettuato a tassi molto bassi, anche in virtù della garanzia statale. Dunque la media ponderata dei tassi di sconto utilizzati per calcolare il prezzo di trasferimento in una cartolarizzazione con Gacs si attesta su un valore molto più basso di quello richiesto dagli investitori specializzati, e di conseguenza comporta un prezzo più elevato.

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