In un editoriale pubblicato dal Financial Times, il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha lanciato un appello per uscire dalla fase di stallo che attualmente caratterizza il percorso di realizzazione dell'unione bancaria europea.

L'elemento che ha destato maggiore sorpresa è stata l'apertura nei confronti di una meccanismo comune europeo di assicurazione dei depositi bancari. A questo proposito nell'articolo si legge letteralmente che: "Sollevare questo punto non è un passo da poco per un ministro delle Finanze tedesco".

Onde evitare fraintendimenti nella direzione di una resa parziale nei confronti dei paesi con finanze più deboli o settori bancari fragili, l'appello ha posto una serie di condizioni stringenti per fare in modo che nel percorso di unificazione del settore bancario non ci siano distorsioni o possibilità di arbitraggio.

La brexit e la concorrenza di USA e Cina

L'appello di Scholz si apre con un monito riguardante il particolare momento storico che stiamo attraversando, con con il Regno Unito in procinto di lasciare l'Unione Europea, che di conseguenze perderebbe il suo centro finanziario di riferimento.

Onde evitare che l'Europa diventi dipendente da USA e Cina per i servizi finanziari e che le economie dei paesi europei ne vengano penalizzate risulta fondamentale uscire dalla fase di stallo e portare a termine l'unione bancaria.

A questo proposito sono stati compiuti passi importanti nella direzione di una vigilanza unica sugli istituti di rilevanza sistemica, sul rafforzamento patrimoniale delle banche e sulla riduzione dei crediti non performing.

Tuttavia, secondo il ministro i mercati finanziari europei sono ancora frammentati ed esistono ancora barriere alla libera circolazione dei capitali e alla liquidità finanziaria.

Per giungere a compimento il processo di unificazione bancaria dovrebbe ancora quattro passaggi:

  • la realizzazione di uno schema analogo al US Federal Deposit Insurance Corporation per la gestione di crisi e insolvenze di tutti gli istituti bancari (non solo quelli di rilevanza sistemica che oggi ricadono sotto l'azione del The Single Resolution Board
  • una ulteriore riduzione dei crediti non performing e una diversa ponderazione per il rischio dei titoli di debito sovrani
  • un meccanismo di riassicurazione dei depositi bancari a livello europeo che rafforzi il presidio garantito dagli attuali sistemi nazionali
  • un'armonizzazione della normativa fiscale per gli istituti di credito

Il prezzo dell'unificazione

L'appello del ministro tedesco è stato promosso a livello personale e non rappresenta la posizione ufficiale del governo di cui fa parte.

Cionondimeno si tratta di segnale di preoccupazione per le persistenti fragilità del sistema bancario europeo che non può essere sottovalutato.

Elemento fondamentale da tenere presente riguarda la necessità che il processo di unificazione sia sufficientemente equilibrato nel bilanciare gli interessi dei diversi paesi. Con riferimento al meccanismo di riassicurazione dei depositi, in caso di fallimento di una banca, si applicherebbe un meccanismo a tre livelli.

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In primo luogo, verrebbero utilizzate le risorse del sistema nazionale di garanzia dei depositi. In secondo luogo, in caso di esaurimento delle capacità nazionali, un fondo europeo di garanzia dei depositi, amministrato dall'SRB, fornirebbe una limitata liquidità aggiuntiva attraverso prestiti rimborsabili. In terzo luogo, qualora fosse necessario un finanziamento supplementare, interverrebbe lo Stato membro interessato.

Solo una volta che tutti gli elementi dell'unione bancaria saranno stati pienamente attuati, si potrebbe prendere in considerazione una componente limitata di copertura delle perdite per il fondo europeo di garanzia dei depositi.

In sintesi, la proposta di Scholz offre una prospettiva potenzialmente molto interessante per i paesi con sistemi bancari più deboli, ma al tempo stesso richiede da parte loro l'accettazione di una serie di condizioni stringenti specie quella in tema di trattamento contabile dei titoli sovrani detenuti in bilancio.

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