Il Pd propone di istituire un contributo di solidarietà a carico di chi dichiara un reddito sopra gli 80 mila euro. La proposta e stata presentata dal gruppo democratico alla Camera e prevede una tassa progressiva che avrebbe valore per i redditi degli anni 2020 e 2021 e porterebbe nelle casse dello Stato, alla ricerca di risorse in funzione anti-crisi, circa 1,3 miliardi di euro da distribuire alle famiglie in difficoltà. Fermamente contrarie le reazioni non solo delle opposizioni, che parlano di una vera e propria tassa patrimoniale, ma anche di alcune parti della maggioranza, come Movimento 5 Stelle e Italia Viva di Matteo Renzi.

Chi e quanto si pagherebbe per il contributo di solidarietà proposto dal Pd

La proposta avanzata dal gruppo Pd nasce dalla considerazione, illustrata dal capogruppo alla Camera, Graziano Delrio e dal capogruppo in Commissione Bilancio, Fabio Melilli, che la crisi economica scatenata dall’emergenza sanitaria ha prodotto una crescita esponenziale di famiglie in difficoltà che spesso “non hanno risorse sufficienti per provvedere all’acquisto nemmeno dei beni di prima necessità”. Per aiutare queste famiglie non possono bastare i 400 milioni già messi in campo dal Governo per la distribuzione di buoni spesa e pacchi alimentari, come segnalato dai sindaci, chiamati a fronteggiare la mole di richieste.

Un Paese grande e solidale, ha sottolineato Delrio, non può non prendere in considerazione il fatto che, in questo momento, “chi può contare su redditi elevati deve essere chiamato a contribuire a favore di chi è in difficoltà”. Da qui la richiesta di introdurre, nel decreto aprile in corso di elaborazione, un contributo di solidarietà a carico dei redditi più elevati, da destinare a coloro che si trovano in situazioni di povertà.

Secondo la proposta del Pd, il contributo dovrà essere deducibile ed essere applicato, con aliquote progressive, sulla parte eccedente la soglia minima di 80 mila euro. Questo, nel dettaglio, come dovrebbe funzionare il contributo di solidarietà che sarebbe distribuito su cinque fasce di reddito, con un tasso variabile dal 4% all’8%:

  • reddito 80 mila euro: 4%
  • reddito 100 mila euro: 5%
  • reddito 300 mila euro: 6%
  • reddito 500 mila euro: 7%
  • reddito oltre 1 milione di euro: 8%.

In pratica, si andrebbe da un contributo minimo di 110 euro l’anno sui redditi 2020 e 2021, ad un massimo di 54 mila euro per chi guadagna più di un milione.

M5S e Italia Viva contrari al contributo di solidarietà

Oltre alle prevedibili voci di dissenso provenienti dalle forze di opposizione, con in testa il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani che a twittato “patrimoniale inaccettabile”, proteste arrivano anche dalla maggioranza, con il pentastellato Vito Crimi che propone, in alternativa, il taglio degli stipendi ai parlamentari o la revisione di interventi non necessari come la Tav. Proteste anche da parte di Italia Viva che, attraverso il presidente dei senatori, Davide Faraone, sintetizza chiaramente con “Le Tasse vanno diminuite, non aumentate” la posizione della formazione di Matteo Renzi.

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