Giulio Tremonti, in un'intervista a Il Giornale, si è trovato ad esprimere vari pensieri sull'attuale momento storico. L'ex ministro dell'Economia del governo Berlusconi ha, in particolare, dedicato un passaggio agli aiuti che l'Unione Europea è pronta a dare ai paesi che maggiormente hanno subito le conseguenze economiche del coronavirus. Tra questi c'è indubbiamente l'Italia. Tremonti ha inteso evidenziare come, probabilmente, per accedere ad esempio ai fondi del Recovery Fund potrebbe essere necessario aspettare un po' di mesi, per via dei diversi passaggi da fare prima che il piano di supporto diventi operativo.

Tremonti benedice gli eurobond e la 'web tax'

Giulio Tremonti ha puntualizzato come ci sia qualcuno che, ad oggi, veda nel Recovery Fund un qualcosa che può essere assimilato alla "manna" di cui si fa menzione nella Bibbia. L'ex ministro ha messo in evidenza come la diceria secondo cui il diavolo stia nei dettagli, in Europa trova applicazione nella tesi secondo cui "a Bruxelles ci sono più dettagli che diavoli". Tremonti ha benedetto l'ipotesi che possano essere emessi degli eurobond e che si possa ideare una web tax. Tuttavia, pone in risalto il rischio che le "strutture europee" determino una significativa dilatazione dei tempi rispetto al momento in cui i fondi saranno davvero disponibili.

Salvo anticipazioni.

Recovery Fund: ipotesi elargizione nel triennio 2022-24 per Tremonti

Questa, nella sua ricostruzione, sarebbe la conseguenza di una serie di passaggi che devono essere portati a compimento. L'ex ministro segnala, infatti, come ci sia ancora da chiudere il bilancio relativo alla Brexit.

Una volta completato questo percorso, sarà il momento di passare al Bilancio 2021-2027. Secondo Tremonti ciò avverrà soltanto all'ultimo. Il dibattito potrebbe essere rallentato da paesi, anche poveri, che potrebbero avere titolo quantomeno per contestare l'eventuale emissione di fondi verso altri paesi membri.

La Commissione sarà, inoltre, chiamata a singole interlocuzioni con ciascuna nazione beneficiaria. Tremonti pone l'accento anche sul fatto che i fondi saranno erogati con una rateizzazione di sette anni e che, soprattutto, i soldi dovranno essere raccolti con "maggiori contributi nazionali ed emissioni di eurobond". A parere di Tremonti, risulta probabile che una quota importante dei fondi potrebbero arrivare soltanto a partire dal triennio 2022-2024. Non esclude, tuttavia, che potrebbero arrivare delle anticipazione in base alle contribuzioni nazionali. La lunghezza dei tempi sembra, perciò, essere la conseguenza dei dettagli a cui fa riferimento l'ex ministro dell'Economia.

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