Il decreto agosto non è stato ancora approvato, facendo così slittare la data del 6 agosto che era stata indicata inizialmente. La manovra estiva al vaglio del governo Conte, secondo il Corriere della Sera, prevede una serie di aiuti atti a sollevare imprese e famiglie dalla crisi innescata dall'emergenza coronavirus in corso. Tra questi vi sarebbe la proroga del blocco dei licenziamenti che però diventerebbe mobile, e il rinvio al 15 ottobre dei pagamenti delle cartelle esattoriali. Nella sua bozza iniziale, il documento conteneva anche il bonus ristorante, ma sembra che questo sia saltato.

Il bonus ristorante dovrebbe essere accantonato

Il bonus ristorante era stato proposto da Laura Castelli (viceministro dell'economia e delle finanze) e Stefano Buffagni (viceministro dello sviluppo economico) per sostenere il settore della ristorazione. Si trattava di un rimborso del 20% ai clienti per i pasti consumati in ristoranti, agriturismi e tavole calde tra settembre e novembre, fino ad un limite che non era stato ancora definito. Inizialmente si era ipotizzato di garantire lo sconto solo a chi avrebbe effettuato pagamenti cashless, con bancomat o carta di credito. In seguito si era parlato, invece, di allargare il bonus ristorante anche ai pagamenti in contanti.

La misura sarebbe stata accantonata perché starebbe diventando più concreta la possibilità di introdurre un pacchetto di incentivi per le assunzioni nel Sud Italia.

Qualora fosse approvato, le aziende che a partire dal primo ottobre assumeranno con un contratto stabile o stabilizzeranno un precario potranno beneficiare di un taglio dei contributi del 30%. Il miliardo necessario per far partire questo nuovo provvedimento occupazionale verrebbe recuperato dall'accantonamento del bonus ristorante.

Il blocco mobile dei licenziamenti

Il blocco dei licenziamenti varato con il decreto Cura Italia e prorogato con quello Rilancio del 19 maggio, allo stato attuale terminerebbe il 17 agosto. Il governo però sta pensando di estenderlo fino alla fine dell'anno, come proposto dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, o fino al 15 ottobre, come ipotizzato dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

La soluzione finale potrebbe essere una sorta di compromesso. Verrebbe introdotto infatti un blocco mobile: le aziende che avrebbero ancora la possibilità di ricorrere alle 18 settimane di cassa integrazione non potrebbero licenziare, al contrario invece di quelle che le avrebbero esaurite. Il blocco, quindi, andrebbe a scadenza a seconda del periodo in cui sarebbe stato usato dalle imprese, ovvero con un lasso di tempo che andrebbe dal 17 novembre al 31 dicembre.

In questo modo, il governo eviterebbe una grossa ondata di licenziamenti che sarebbe arrivata tutta nello stesso periodo, andando invece a spalmare la questione su diverse settimane.

Lo slittamento delle scadenze fiscali

La sospensione dei pagamenti delle cartelle esattoriali, prevista dal decreto Rilancio al 31 agosto, con il nuovo provvedimento dovrebbe essere estesa fino al 15 ottobre.

Inoltre potrebbero essere prorogati fino alla fine dell'anno i versamenti di Tosap e Cosap, le imposte comunali che proprietari di ristoranti, bar e venditori ambulanti devono versare per l'occupazione del suolo pubblico. I mancati incassi da parte dei comuni verrebbero compensanti con interventi dello Stato.

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