Per la serie BlastingTalks intervistiamo il presidente di Fiaip Gian Battista Baccarini. Fiaip è il punto di riferimento per tutti i professionisti del settore immobiliare e per le famiglie italiane. È la principale associazione di categoria del settore riconosciuta dalla Comunità Europea, con 10.106 agenti immobiliari, 500 consulenti del credito, 15.200 agenzie immobiliari e più di 45mila operatori del settore (tra agenti immobiliari, turistici, consulenti del credito, promotori immobiliari, amministratori e gestori di beni immobili).

BlastingTalks è una serie d'interviste esclusive con business e opinion leader nazionali e internazionali per capire come la pandemia di coronavirus abbia accelerato il processo di digitalizzazione e come le aziende stiano rispondendo a questi cambiamenti epocali.

Leggi le altre interviste della serie sul canale BlastingTalks Italia.

Partiamo facendo il punto della situazione rispetto al settore immobiliare: potrebbe raccontare qual è stato l'impatto negli ultimi mesi del coronavirus sul comparto?

Il Covid ha determinato un calo fisiologico del numero delle compravendite immobiliari nel 2020 di circa il 18% rispetto al 2019 pari a circa 100.000 compravendite annue in meno. Un dato da considerare come il minimo preventivabile in virtù di due mesi di chiusura totale nei quali è stato impossibile per noi agenti immobiliari operare e, conseguentemente, per i cittadini acquistare o vendere casa.

Il mercato immobiliare ha confermato tutta la sua resilienza anche in relazione ai valori di mercato registrando una sostanziale tenuta dei prezzi, anzi per alcune tipologie di immobili nel settore residenziale (case con ampi spazi interni o esterni, come terrazzo o giardino, oppure soluzioni indipendenti) i valori di mercato sono addirittura aumentati mentre nel settore commerciale/direzionale i prezzi hanno particolarmente sofferto sia per le chiusure forzate di molte attività economiche sia per l’incentivazione allo smart-home working e il consistente sviluppo dell’e-commerce.

Quali sono state invece le conseguenze dirette del lockdown per i vostri iscritti? In che modo è cambiato il modo di lavorare degli operatori immobiliari in questi mesi e quali strategie sono state adottate per affrontare questi tempi senza precedenti?

La crisi pandemica ha generato una serie di criticità nell’operatività per gli agenti immobiliari professionali legate sostanzialmente ai divieti, poi diventati limiti, alla mobilità e soprattutto alle incertezze dei proprietari nel far vedere l’abitazione e dei clienti nell’incontrarsi di persona per i timori legati al contagio.

In questo scenario abbiamo registrato una reazione tempestiva dell’intera categoria nell’accelerare il processo di digitalizzazione delle proprie Agenzie mediante l’erogazione di servizi digitali innovativi sicuri e veloci particolarmente apprezzati dai clienti.

Tra questi, oltre agli oramai noti virtual tour delle case, la nostra Federazione ha creato una piattaforma messa a disposizione di tutti gli operatori che prevede la raccolta digitale di tutta la documentazione relativa alla compravendita e, soprattutto, la firma digitale con riconoscimento a distanza che consente la sottoscrizione in sicurezza di contratti e accordi senza la necessità di vedersi di persona.

Al vostro interno è presente anche un centro studi in grado di elaborare l’ingente mole di dati raccolti sul territorio. Rispetto al prossimo futuro, quali proiezioni e quali previsioni è possibile avanzare?

Rimane molto complicato fare delle previsioni considerate le incertezze pandemiche e i potenziali danni economici e sociali che ne deriveranno ad oggi non misurabili, con particolare riferimento allo sblocco dei licenziamenti, ma, nello stesso tempo, ci sono alcuni elementi oggettivi che ci consentono di essere ottimisti per il futuro.

Ad esempio?

Il fatto che la Casa è diventata ancora più protagonista perché sempre di più è al centro dei pensieri e dei sogni degli italiani, la permanenza dei tassi di interesse dei mutui ai minimi storici, l’aumento considerevole dei risparmi degli italiani registrato anche nel 2020 unitamente alle criticità dei mercati finanziari ma soprattutto l’inizio della campagna di vaccinazione che, mano a mano che proseguirà, determinerà un graduale ritorno alla normalità, alimentando in maniera decisiva quella fiducia, ottimismo e quella serenità da sempre fondamentali per la vitalità del mercato immobiliare.

Passando ai provvedimenti legislativi presi di recente dal governo per contrastare la crisi economica e a quelli attualmente in programmazione, ritiene sufficienti le iniziative intraprese per il rilancio del mercato immobiliare?

Assolutamente no in quanto sono provvedimenti di tipo emergenziale e non strategico pertanto certamente necessari, ma insufficienti. L’unico provvedimento varato in questi mesi che, con i giusti e necessari correttivi, quali l’estensione all’intero patrimonio immobiliare, la proroga almeno al 2024 e lo snellimento delle procedure, potrà incidere positivamente sul rilancio del settore immobiliare e quindi dell’intera economia, è il Superbonus 110% quale misura di green economy a sistema circolare che intelligentemente affianca, alla riqualificazione energetica e al consolidamento sismico del patrimonio immobiliare nazionale, una fiscalità di vantaggio con il coinvolgimento strategico del mondo del credito.

Quali ulteriori interventi secondo lei potrebbero rappresentare un sostegno utile al fine di rilanciare il settore?

La priorità è dare vita a un reale Piano Nazionale Organico di tipo Strategico che tracci una rotta chiara per il rilancio fattivo dell’economia del nostro Paese che non può prescindere dal settore immobiliare e turistico che, insieme, rappresentano oltre un terzo del prodotto interno lordo Nazionale. Come Fiaip abbiamo proposto al Governo che il Recovery Plan contempli tre tipi di interventi per il rilancio del settore: un piano di riduzione e riordino della fiscalità in ambito immobiliare attraverso la deducibilità dell’Imu anche per le persone fisiche e anche per le abitazioni e la previsione di una tassa unica sulla casa oltre all’introduzione in maniera strutturale della cedolare secca per le locazioni commerciali.

La svolta green deve avere una visione a medio-lungo termine pertanto è necessario rendere strutturali almeno per 3 anni sia la misura del Superbonus 110% che tutti i bonus edilizi ad oggi previsti.

E per quanto riguarda il terzo intervento?

Il terzo asse è rappresentato dalla necessità di attuare una strategia nazionale sulle città che, tenendo conto delle migliori esperienze europee, dia vita a un nuovo modello città sostenibile e innovativa attraverso una visione integrata delle politiche urbanistiche che contempli non solo il settore casa ma anche quello dei trasporti, della tutela dell’ambiente, della sicurezza al fine di renderle ancora più vivibili e attrattive non contrastando ma considerando le locazioni turistiche una risorsa per l’economica locale e nazionale.

Infine, una domanda di più ampio respiro: può spiegare ai nostri lettori quali saranno i fattori di cambiamento dettati dalla pandemia e destinati a lasciare un segno nel comparto immobiliare anche al termine dell’emergenza sanitaria?

La fine della pandemia segnerà nella comunità un rafforzamento della consapevolezza della centralità della casa o meglio dell’importanza di avere una casa confortevole, sicura e sempre più spesso luogo di lavoro, ma segnerà anche una sempre maggiore centralità e strategica rilevanza della digitalizzazione.

In che modo?

L’utilizzo della tecnologia, nella ricerca della casa e nei servizi correlati, diventerà sempre più importante ma la pandemia ci ha anche insegnato l’insostituibilità delle relazioni sociali e umane anche e soprattutto in un momento così delicato, sia economicamente che emotivamente, come l’acquisto o la vendita della casa.

Il cittadino si è reso definitivamente conto, mai come in questo periodo, caratterizzato da grande incertezza e forte disorientamento, di come sia utile e necessaria l’assistenza e la consulenza di un agente immobiliare professionale che ti aiuti ad acquistare o vendere l’immobile al giusto prezzo e senza problemi a livello documentale anche e, sempre di più, attraverso l’utilizzo di strumenti digitali. L’Agenzia Immobiliare diviene sempre più phygital e multiservizi a beneficio del cittadino e a tutela del mercato. Auspichiamo anche che questo periodo di emergenza sanitaria abbia definitivamente fatto comprendere al Governo come il comparto immobiliare, che ha confermato non solo tutta la sua resilienza ma anche di avere il più elevato coefficiente di attivazione della vita economica italiana, rappresenti il vero motore per l’economia nazionale e pertanto un settore su cui puntare per il rilancio del sistema Paese.

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