Il 28 aprile 2026, il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, ha presentato in audizione alla Camera un quadro dettagliato del processo di validazione dei Conti di finanza pubblica prodotti dall'Istituto. Chelli ha enfaticamente sottolineato il ruolo autonomo e indipendente dell'Istat in questo delicato contesto, evidenziando come l'intero iter segua scrupolosamente le modalità e tempistiche dettate dai regolamenti europei. La verifica dei Conti di finanza pubblica, in particolare, viene effettuata con cadenza semestrale, un appuntamento fisso entro il 1° aprile e il 1° ottobre di ogni anno, sempre sotto lo stretto coordinamento tecnico di Eurostat, garantendo così un allineamento costante con gli standard comunitari.
L'Indipendenza e il Cruciale Coordinamento Nazionale dell'Istat
In questo complesso scenario, l'Istat si distingue non solo per il suo ruolo autonomo e indipendente, assumendo la responsabilità ultima e inequivocabile della qualità dei dati statistici prodotti, ma anche per la sua fondamentale funzione di coordinamento e sintesi. L'Istituto opera attivamente tra le diverse istituzioni nazionali coinvolte a vario titolo nella produzione dei dati di finanza pubblica, includendo enti di primaria importanza come la Banca d'Italia e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Questa sinergia è cruciale per assicurare la coerenza tra le varie fonti informative nazionali, un pilastro per l'affidabilità del Sistema Statistico Nazionale (Sistan) e la sua piena conformità alle direttive e agli standard dell'Unione Europea in materia di statistiche ufficiali.
Analisi dei Dati: Rapporto Deficit/Pil e Aggiornamenti sul Superbonus
Durante l'audizione, i rappresentanti dell'Istat hanno fornito un'interpretazione chiara e puntuale riguardo al rapporto deficit/Pil. È stato spiegato che un valore di "2,94" sarebbe stato l'unico parametro in grado di portare il paese fuori dalla procedura per deficit eccessivo, un obiettivo che richiederebbe una variazione del Pil considerata molto alta. Il presidente Chelli ha inoltre fornito aggiornamenti significativi sulle più recenti evidenze relative alle cessioni dei crediti d'imposta connessi al Superbonus. Ha precisato che l'attuale versione dei conti acquisisce tutte le informazioni disponibili, tenendo conto che il 16 marzo 2026 era il termine ultimo per comunicare all’Agenzia delle Entrate la scelta di avvalersi della cessione del credito o dello sconto in fattura per le spese sostenute nel 2025.
Sebbene le informazioni inserite siano considerate complete, non sono ancora definitive. La spesa complessiva per il 2025 relativa al Superbonus è stata stimata in "di poco inferiore a 8,4 miliardi" di euro, un dato che riflette l'impatto economico della misura.