Le Borse asiatiche hanno archiviato la seduta del 4 maggio 2026 in terreno positivo, con i mercati di Giappone e Cina chiusi per festività. L’indice Msci dell’area ha registrato un significativo rialzo del 2,2%, avvicinandosi al suo massimo storico del 27 febbraio. A sostenere i listini è stato principalmente il comparto tecnologico, alimentato dalle scommesse degli investitori sull’intelligenza artificiale. L’attenzione dei mercati è rimasta tuttavia focalizzata sulle tensioni in Medio Oriente e sulle iniziative degli Stati Uniti volte a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz, un crocevia strategico per il traffico petrolifero globale.
Durante la giornata, diverse piazze finanziarie asiatiche hanno mostrato performance robuste: Seul ha registrato un notevole incremento del 4,9%, mentre Taiwan ha guadagnato il 4,5%. Bene anche Hong Kong, che ha chiuso con un +1,5%, e Mumbai, in rialzo dell’1%. Il prezzo del petrolio ha evidenziato forti oscillazioni a seguito della riunione dell’Opec+, che ha deliberato un aumento della produzione. In Europa, i future indicano un avvio positivo per i listini, mentre gli operatori attendono importanti dati macroeconomici, tra cui l’indice Pmi manifatturiero per Italia, Spagna e l’intera Eurozona, oltre agli ordini di fabbrica dagli Stati Uniti.
Le dinamiche geopolitiche e l'impatto sui mercati
Le persistenti tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a mantenere alta la vigilanza degli investitori. Gli Stati Uniti hanno annunciato un’operazione su vasta scala per assicurare la sicurezza della navigazione nella regione. Questa iniziativa prevede il dispiegamento di cacciatorpediniere lanciamissili, oltre cento velivoli tra forze terrestri e navali, e un contingente di 15.000 militari. Il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato l'intenzione di guidare le navi attraverso le rotte ristrette per consentire la libera circolazione del commercio, nell'interesse dell'Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti stessi.
La situazione resta incerta, con negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran che non hanno ancora prodotto un accordo definitivo.
Un recente attacco a una nave cargo nelle acque iraniane durante il fine settimana ha ulteriormente evidenziato i rischi per le rotte commerciali marittime. Sul fronte energetico, il Brent si è mantenuto stabile a 108,30 dollari al barile, mentre il greggio statunitense ha chiuso a 102,01 dollari. I mercati valutari hanno mostrato scarsa movimentazione, con il dollaro statunitense in lieve calo, in attesa di sviluppi chiari sul quadro geopolitico e sui rischi legati all’offerta energetica.
Prospettive economiche e appuntamenti finanziari
Gli operatori di mercato sono in attesa di una serie di dati macroeconomici cruciali. Tra questi, spicca l’indice Pmi manifatturiero per Italia, Spagna e l’Eurozona, un indicatore chiave della salute del settore.
Dagli Stati Uniti, l’attenzione è rivolta agli ordini di fabbrica e alla pubblicazione di oltre cento trimestrali societarie, che includeranno i risultati di giganti come Advanced Micro Devices, Super Micro Computer, Walt Disney e McDonald’s. Nel frattempo, il prezzo dell’oro ha registrato una lieve flessione dello 0,2%, attestandosi a 4.603 dollari l’oncia.
La giornata si è conclusa all'insegna di una generale cautela sui mercati globali, con i listini asiatici che hanno trovato supporto nel comparto tecnologico e nelle continue dinamiche geopolitiche, in particolare quelle relative allo Stretto di Hormuz e alle decisioni dell’Opec+ sulla produzione di petrolio.