Wall Street ha aperto la seduta del 21 maggio 2026 in territorio negativo, con i principali indici azionari statunitensi che hanno registrato perdite. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,46% (49.872,88 punti), il Nasdaq ha perso lo 0,50% (26.147,27 punti) e l’S&P 500 è sceso dello 0,46% (7.397,77 punti). Questa flessione è stata trainata dall’aumento dei prezzi del petrolio e dalla crescente pressione sui mercati obbligatori.
L’incertezza sui mercati è stata accentuata dal rialzo del prezzo del Brent crude oil, salito del 3,4% a 108,54 dollari al barile, recuperando parte delle perdite settimanali.
Tale dinamica è legata alle tensioni geopolitiche e all’incertezza sulla durata della chiusura dello Stretto di Hormuz, connessa al conflitto con l’Iran, che limita l’uscita delle petroliere dal Golfo Persico.
Andamento degli indici e fattori economici
Il mercato azionario statunitense ha proseguito la sua fase di debolezza. L’S&P 500 ha segnato la quarta flessione in cinque giorni dopo aver toccato il suo massimo storico. Il Dow Jones Industrial Average ha perso 253 punti nelle prime ore, mentre il Nasdaq composite ha registrato un calo dello 0,4%. La recente corsa dei titoli legati all’intelligenza artificiale ha subito una battuta d’arresto, nonostante i brillanti risultati trimestrali di Nvidia, che ha riportato utili e ricavi superiori alle aspettative.
Il titolo Nvidia ha oscillato tra perdite e guadagni prima di salire dell’1,1%, suggerendo un ridotto potere di muovere il mercato da solo.
La pressione su Wall Street è stata ulteriormente alimentata dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi. Il rendimento del decennale è salito al 4,61% dal 4,57% del giorno precedente. Questo incremento riflette le persistenti preoccupazioni per l’inflazione, esacerbata dagli elevati prezzi del petrolio. Tali rendimenti più alti non solo aumentano i costi dei mutui, ma potrebbero anche frenare gli investimenti aziendali in infrastrutture AI, che hanno sostenuto la crescita economica.
In questo scenario, il mercato del lavoro statunitense ha mostrato segnali di resilienza, con una diminuzione inattesa delle richieste di sussidi di disoccupazione la scorsa settimana.
Questo dato, insieme all’aumento dei prezzi del petrolio, ha contribuito a spingere al rialzo i rendimenti obbligazionari, riprendendo l’ascesa dopo un rallentamento.
Reazioni dei mercati globali e focus aziendale
Sul fronte aziendale, Walmart ha registrato una flessione del 5,9% dopo la pubblicazione dei suoi risultati. Il gigante della vendita al dettaglio ha riportato ricavi impressionanti, ma ha fornito previsioni sugli utili futuri più deboli rispetto alle attese. Walmart ha riscontrato un’ottima risposta dai consumatori americani, sempre più cauti nelle spese a causa dell’inflazione che erode il potere d’acquisto, specialmente dall’inizio del conflitto in Iran.
A livello internazionale, gli indici azionari europei hanno registrato ribassi.
In Asia, invece, si sono osservati forti rialzi in alcune piazze. Il Kospi della Corea del Sud è balzato dell’8,4%, sostenuto dai titoli tecnologici (Samsung Electronics +8,5%, SK Hynix +11,2%). Anche il Nikkei 225 di Tokyo è salito del 3,1% grazie ai dati sulle esportazioni giapponesi, aumentate di quasi il 15% ad aprile. Al contrario, gli indici di Hong Kong e Shanghai hanno chiuso in calo dell’1% e del 2% rispettivamente.