La difficile fase economica che sta vivendo il Gruppo Volkswagen sta mettendo a dura prova la solidità dell'azienda automotive. Il CEO Oliver Blume sta definendo gli ultimi aspetti di un piano di ristrutturazione che verrà annunciato nel corso delle prossime settimane e potrebbe comportare importanti tagli su base pluriennale. Le prime indiscrezioni rivelate da Reuters indicano che il risanamento dei conti partirà dalla chiusura di quattro stabilimenti produttivi in Germania e comporterà circa 100.000 esuberi.
Cosa c'entrano Lamborghini e Ducati
Ma non è tutto e, secondo recenti indiscrezioni rivelate dal Financial Times, il piano di ristrutturazione dovrebbe includere anche lamborghini e Ducati.
Il Gruppo Volkswagen possiede, attraverso Audi, entrambi i marchi attivi nella Motor Valley e potrebbe decidere di sfruttarli per cercare di arginare la crisi. Infatti, già in passato la casa tedesca aveva espresso la possibilità di cedere asset non strategici e la vendita di entrambi i brand potrebbe rappresentare una soluzione che permetta di ridurre costi e spese senza effettuare ulteriori tagli.
Soprattutto per quanto riguarda Ducati, questa sembra essere l'opzione ritenuta più probabile considerando che già nel 2017 si era tentato di percorrere, senza successo, questa strada. Per Lamborghini, invece, l'approccio del gruppo di Wolfsburg potrebbe essere diverso. Le fonti indicano che il colosso tedesco sta valutando l'ipotesi di una quotazione in borsa.
Tale operazione consentirebbe di mantenere la Casa di Sant'Agata Bolognese all'interno dell'ecosistema del Gruppo e, al tempo stesso, ottenere nuova liquidità da iniettare nel sistema.
Volkswagen sta cercando nuove risorse finanziarie e sta guardando a Ducati e Lamborghini
Sia che Volkswagen opti per un'opzione o per l'altra, c'è già un ampio dibattito su come il Gruppo abbia intenzione di utilizzare i fondi ottenuti. Secondo alcuni osservatori, l'azienda sfrutterà la liquidità per finanziare le operations senza indebitarsi ulteriormente. Questa opzione è sicuramente la più rischiosa dal punto di vista economico e finanziario in quanto utilizzare i proventi esclusivamente per sostenere la liquidità corrente rischierebbe di produrre benefici limitati nel lungo periodo.
In alternativa, l'azienda potrebbe sfruttare la nuova liquidità per sostenere la ricerca e sviluppo attualmente in corso senza rischiare di tagliare i progetti.
Resta da capire se il gruppo sceglierà davvero di rinunciare a due marchi così prestigiosi oppure se continuerà a puntare sulla cessione di attività considerate non strategiche. Infatti, il gruppo di Wolfsburg ha già avviato la cessione di alcune controllate non strategiche come Everllence, la ex MAN Energy Solutions specializzata nella produzione di grandi motori diesel e soluzioni industriali. L'operazione ha permesso a Volkswagen di incassare 7,4 miliardi di euro. Le prossime partecipazioni che potrebbero essere cedute, secondo gli analisti, potrebbero essere quelle relative alla divisione batterie PowerCo e alla guida autonoma ADMT (Autonomous Driving Mobility & Transport).