La Banca centrale europea non può più limitarsi a considerare temporaneo l'impatto inflazionistico legato al conflitto in Iran, i cui effetti stanno ormai andando oltre il solo comparto energetico. È l'avvertimento lanciato da Isabel Schnabel, membro tedesco del comitato esecutivo della Bce, a pochi giorni dalla riunione del Consiglio direttivo prevista per il 10 e 11 giugno.
Secondo Schnabel, continuare a puntare esclusivamente su una futura stabilizzazione dei prezzi potrebbe comportare il rischio di un progressivo allontanamento delle aspettative di inflazione di famiglie e imprese dall'obiettivo del 2%, alimentando ulteriori aumenti dei prezzi e pressioni salariali.
"Non possiamo più guardare oltre questo shock", ha detto Schnabel. "Il rischio che si disancorino le aspettative d'inflazione sta salendo".
La componente tedesca del board della Bce aveva già indicato la scorsa settimana la necessità di un rialzo dei tassi di interesse nella riunione di giugno, alla luce delle nuove pressioni sui prezzi.
L'allarme di Schnabel sulla crescente diffusione dell'inflazione
Nel corso di un recente intervento pubblico, Schnabel ha esposto con chiarezza come la natura dell'inflazione stia mutando. Inizialmente circoscritta ai soli prezzi dell'energia, essa ha ora iniziato a permeare e influenzare altri comparti produttivi e di consumo. "L'inflazione energetica si sta allargando a sempre più settori", ha dichiarato l'esponente della BCE, evidenziando la necessità impellente di una risposta adeguata da parte dell'istituzione monetaria europea.
Ha inoltre ribadito che la banca centrale ha il dovere di agire con prontezza per preservare la stabilità dei prezzi e prevenire l'insorgere di effetti di secondo livello, che potrebbero avere ripercussioni negative sull'intera economia dell'Eurozona.