Il presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, ha rivelato interlocuzioni con privati italiani interessati agli stabilimenti Ex Ilva di Genova e Novi, riscontrando una mancanza di apertura. Ferrari ha dichiarato: "A me risulta che ci siano stati privati che stavano valutando gli asset di Genova e Novi, ma non c'è stato un andate avanti".
Ferrari ha sottolineato che la chiusura dei forni a caldo renderebbe impossibile la lavorazione dei coils a Genova e Novi, cessando di fatto le attività. Per questo, ha sollecitato una soluzione alternativa e una revisione della gara per l'Ex Ilva, proponendo bandi per blocchi separati anziché un blocco unico.
"Bisogna aprire al fatto che, rispetto a una gara che vede un blocco unico, siano previste delle possibilità di gare anche per blocchi separati", ha affermato. Ha aggiunto che l'attuale bando e l'accordo di programma non hanno raggiunto gli obiettivi, e che "rimanere legati a un impianto significa la desertificazione di quell'area, e questo è un errore". Sono necessarie "decisioni importanti a livello governativo" per trovare acquirenti che mantengano e sviluppino le attività a Genova e Novi.
Corte d'Appello: impatto sull'area a caldo
Questo scenario si complica con la recente sentenza della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto lo stop dell’area a caldo dell’Ex Ilva entro novanta giorni.
La riapertura è condizionata a bonifica dell'amianto e riduzione delle emissioni. Questa decisione, che ribalta un precedente orientamento del Tribunale e accoglie il reclamo di cittadini e associazioni, modifica profondamente il quadro industriale ed economico su cui si basavano le offerte per l'acquisizione degli asset di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Prospettive e sfide future
Il governo ha stanziato cento milioni di euro per garantire la continuità operativa, specie per l’area a freddo, durante la cessione. Tra i potenziali acquirenti figurano il fondo statunitense Flacks Group e il gruppo indiano Jindal Steel, che ha mostrato interesse per entrambe le aree. L'operazione è subordinata ad accordi istituzionali e al progetto di un nuovo forno a basse emissioni di carbonio, parte del piano di decarbonizzazione.
La vicenda dell’Ex Ilva, decennale, intreccia questioni ambientali, occupazionali e industriali. La sentenza della Corte d’Appello segna l'inizio di una nuova fase con conseguenze per il futuro degli stabilimenti e la strategia siderurgica nazionale, verso tecnologie meno impattanti.