Un'operazione condotta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, su delega della Procura di Milano, ha portato all'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari, ha interessato le azioni e le quote di quattro società appartenenti al gruppo Ops, attivo nei settori delle telecomunicazioni e dei media. Tre di queste società sono quotate sul mercato Euronext Growth Milan. Il sequestro ha riguardato azioni e quote detenute da tre persone, per un valore complessivo di oltre 100mila euro, identificato come “profitto del reato di manipolazione del mercato”.

Contestualmente, è in corso la notifica di dieci interrogatori preventivi rivolti ad altrettanti indagati. Questa fase segue le richieste di misure cautelari avanzate dai pubblici ministeri, tra cui anche la custodia in carcere. Tra le figure per cui è stata sollecitata la custodia cautelare spicca Ciro Di Meglio, attuale amministratore delegato del gruppo Ops. Le ipotesi di reato contestate sono molteplici e includono manipolazione del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale, malversazione di erogazioni pubbliche e responsabilità amministrativa delle società per reati commessi a loro vantaggio da parte degli amministratori.

Le condotte illecite contestate

Le indagini suggeriscono che l’amministratore delegato Ciro Di Meglio, in concorso con il direttore generale delle società quotate e con il coinvolgimento di 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti, avrebbe messo in atto “condotte illecite”. Tali azioni sarebbero state finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, a drenare liquidità dalle società quotate e a raccogliere fondi, anche attraverso finanziamenti garantiti dallo Stato, per destinarli a scopi diversi da quelli pattuiti nei contratti. Tra le accuse più rilevanti figura la frode al mercato finanziario, realizzata tramite l’utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC), per un ammontare complessivo superiore a 30 milioni di euro.

Il ruolo dei POC e le segnalazioni di Consob

I Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC) sono emersi come un strumento finanziario centrale nelle dinamiche del gruppo Ops. Società come OPS eCom, OPS Retail e OPS Italia, tutte quotate sul mercato regolamentato Euronext Milan, sono state sospese dalle contrattazioni di Borsa Italiana nel marzo 2026. Un contratto di mandato fiduciario tra Global Capital Investment International e Orion Capital, società con sede a Napoli, regola la gestione ordinaria del portafoglio titoli relativo ai POC. Tale gestione è limitata agli atti di ordinaria amministrazione, senza conferire poteri decisionali autonomi a Orion Capital.

Dall'analisi dei documenti ufficiali, è emerso che il direttore generale Luca Carleo ha ricevuto da Orion Capital circa 140.000 euro tra giugno 2025 e marzo 2026, a fronte di prestazioni professionali.

Sono stati inoltre registrati flussi finanziari significativi tra Orion Capital e due società riconducibili a Ciro Di Meglio, per un totale di circa 309.000 euro, giustificati da un contratto di finanziamento. La Consob ha evidenziato che i richiami delle tranche di POC non standard e le conseguenti richieste di conversione, in assenza di limiti quantitativi all'emissione di azioni, possono comportare un significativo deprezzamento delle azioni e una forte diluizione della compagine azionaria.