Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) si è riunito a Siena il 20 agosto 2026 per esaminare le opzioni strategiche elaborate dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio e dagli advisor Ubs, Goldman Sachs, Kbw e Vitale. L’obiettivo principale è individuare alternative all’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) presentata da Intesa Sanpaolo.
Sul tavolo del consiglio di amministrazione figurano due possibili operazioni: un’offerta di scambio su Banco Bpm e un’offerta su Banca Generali. In quest’ultima ipotesi, potrebbe essere coinvolta la quota del 13,2% di Generali detenuta da Mps attraverso la controllata Mediobanca.
Tra le strategie considerate da Lovaglio rientra anche la distribuzione di un dividendo straordinario agli azionisti del Monte, una mossa che potrebbe contrastare l’offerta da 30,6 miliardi di euro avanzata da Intesa Sanpaolo.
Le proposte strategiche e le loro complessità
L’analisi di queste due operazioni straordinarie su Banco Bpm e Banca Generali costituisce una strategia alternativa all’Opas di Intesa Sanpaolo. L’operazione su Banco Bpm si presenta complessa a causa del veto annunciato dal suo principale azionista, la francese Crédit Agricole, che detiene circa il 29,3% del capitale. Per quanto riguarda Banca Generali, un’eventuale acquisizione sarebbe subordinata a un accordo con la sua controllante, Generali.
La quota del 13% che Mps detiene in Generali tramite Mediobanca potrebbe essere oggetto di cessione, totale o parziale, nell’ambito delle strategie in discussione. Su questa potenziale operazione potrebbe intervenire anche la finanza francese. Gli analisti di Equita evidenziano che lo scenario complessivo è caratterizzato da un rischio di esecuzione significativamente più elevato rispetto all’offerta di Intesa Sanpaolo. Il successo di tali operazioni dipenderebbe dal coinvolgimento e dal consenso di soggetti chiave come Crédit Agricole, Generali e gli azionisti rilevanti di Mps, oltre al necessario via libera delle autorità regolamentari e al rispetto della passivity rule, in vigore su Mps dall’annuncio dell’Opas.
Scenario di mercato e analisi degli esperti
Le strategie in esame si inseriscono in un contesto in cui Mps deve trovare soluzioni alternative all’offerta di Intesa Sanpaolo, il cui controvalore ammonta a 30,6 miliardi di euro. L’ipotesi di una combinazione con Banca Generali richiama una proposta simile avanzata da Mediobanca e Banca Generali nel 2025, la quale tuttavia non aveva ottenuto il sostegno necessario dall’assemblea di Mediobanca. La decisione del consiglio di amministrazione di Mps è inoltre condizionata dai vincoli imposti dalla passivity rule e dall’attesa di una decisione della Procura di Milano sull’inchiesta Mps–Mediobanca.
Equita, che negli ultimi dodici mesi ha agito come consulente finanziario di Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’offerta pubblica su Mps, mantiene un target price per le azioni Mps di 12,40 euro, a fronte degli 11,98 euro registrati nella mattinata del 19 agosto 2026. Gli analisti sottolineano che il piano richiederebbe l’ottenimento di sinergie finanziarie significative per potersi dimostrare vantaggioso.