Troppi immigrati europei nel Regno Unito, troppe persone che ogni anno chiedono di vivere come i londinesi. Sono queste le parole che possono riassumere quanto dichiarato oggi da David Cameron che si è nuovamente pronunciato sulla questione immigrazione.

La libera circolazione dei cittadini europei non viene messa in discussione, ma il primo ministro britannico sta preparando un piano per controllare gli ingressi nel proprio paese e contenere il fenomeno dell'immigrazione ed intende presentarlo a Bruxelles.

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Il discorso fatto potrebbe apparire duro, ma l'obiettivo è quello di dare voce ad una linea di pensiero che si sta diffondendo sempre di più in diversi paesi europei, quindi non solo in Gran Bretagna.

La proposta di Cameron

Il piano di Cameron mira a rendere meno favorevoli le condizioni di vita degli immigrati nei primi 4 anni di residenza. Un'idea che potrebbe apparire contemporaneamente subdola e giusta, ma, per poter esprimere il proprio pensiero, bisogna conoscere quali sono i cambiamenti che potrebbero essere introdotti e interessare le tante persone che decidono di trasferirsi a Londra.
Secondo Cameron, per i primi 4 anni in cui si è residenti nel Regno Unito non si potrà accedere ai privilegi che la politica del welfare offre ai cittadini residenti per diritto di nascita: no agli sgravi fiscali, no alle case popolari, no agli assegni familiari, norme sul ricongiungimento familiare e rimpatrio se non si è riesce a trovare un lavoro. Gli immigrati non verranno cacciati dal paese o bloccati al confine, sarà data a tutti la possibilità di vivere come "londinesi", ma non avranno aiuti dallo stato.

Il ministro proporrà a Bruxelles il suo piano per il controllo dell'immigrazione nell'interesse del popolo del Regno Unito che, stando alle sue dichiarazioni, merita di esser ascoltato in materia.

Se la proposta non verrà presa in considerazione, il Regno Unito potrebbe anche abbandonare l'Unione Europea. Come ho già detto, queste nuove regole (in pratica un welfare alternativo per i cittadini europei emigranti) potrebbero anche apparire giuste (questione di punti di vista che non stiamo qui a discutere), ma il creare delle differenze tra gli stessi cittadini europei non equivarrebbe praticamente a dichiarare che il Regno Unito non si considera Europa?