Come vi avevamo già accennato, il caso greco sta contribuendo a creare instabilità all'interno dei vari Paesi che compongono l'Unione Europea, circa i vantaggi nel continuare ad appartenere ad un'organizzazione monetaria internazionale. Ebbene, dopo il referendum austriaco per uscire da euro ed Europa, arriva un altro scossone dalla Finlandia. Nel Paese nordico, infatti, su proposta dell’ex ministro degli esteri della Finlandia Paavo Vayrynen, attualmente membro del Partito di Centro, il più grande partito parlamentare della Finlandia, è stata presentata una petizione per obbligare il Parlamento locale a discutere dell'uscita dall'euro.

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Lo stesso ex ministro ha anche ricordato che altri Paesi nordici come Danimarca e Svezia sono membri dell'UE ma non adottano la moneta unica.

L'iniziativa

L'iniziativa è partita nel pieno del caldo africano che ha fatto ribollire l'Italia per un paio di settimane, essendo stata presentata precisamente il 16 luglio.

Ad oggi sono state raccolte circa 30.000 firme sulle 50.000 necessarie affinché sia valida e possa obbligare alla discussione parlamentare. Tempo concesso 6 mesi, ma riteniamo che a questo ritmo già ad agosto i giochi possano essere fatti.

Le motivazioni alla base

La verità è che la Crisi economica sta ancora mordendo le caviglie anche ai Paesi storicamente più virtuosi. Infatti, anche in Finlandia c'è crisi e "Standard and Poor's", qualche mese fa, ha dichiarato che il Paese rischia di perdere la tripla A nel rating a causa del mercato del lavoro debole, calo demografico e carenza di investimenti. Ed in Finlandia i cittadini pensano che la causa scatenante della crisi sia stata proprio l’introduzione della moneta unica. Certo, parliamo di effetti molto diversi rispetto ai Paesi dell'Europa meridionale, ma sono pur sempre significativi inseriti in un contesto che non ha mai avuto di questi problemi. “L’affiliazione all’unione monetaria ha causato perdite finanziarie per la Finlandia, aumentato la disoccupazione e il dato del disavanzo pubblico è peggiorato di anno in anno”, ha dichiarato lo stesso Vayrynen alla conferenza stampa organizzata in occasione della presentazione dell’iniziativa referendaria, aggiungendo: “Molte delle risorse economiche sono state utilizzate per sostenere finanziariamente gli Stati membri in difficoltà.

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Questo meccanismo di sostegno ai paesi in crisi rischia di ridurre la sopravvivenza e l'indipendenza economica della Finlandia”.

Le analisi degli esperti e lo scenario ipotizzato

Thomas Mayer, chief economist di Deutsche Bank, ha dichiarato: "direi che il matrimonio dell’euro ha dei problemi e che il modo con cui i partner hanno deciso di collaborare non funzionerà. Dovrebbero fare un passo indietro e tornare alle promesse originali per la creazione di una base sicura". Se la Finlandia dovesse decidere di uscire dalla moneta unica, l'euro potrebbe, in un primo momento, essere accettato al fianco della nuova moneta nazionale. In questo caso, la Finlandia tornerebbe a stampare una propria moneta e la sua politica economica avrà la stessa posizione degli altri paesi nordici.