Nel 2012 – anno in cui diviene la più giovane deputata della storia della Quinta Repubblica – Marion Maréchal-Le Pen, classe 1989, viene definita dalla stampa inglese “un volto d’angelo dallo charme disarmante”. Cattolica, vandeana, conservatrice – a tratti quasi reazionaria – Marion rimpiange l’epoca di Napoleone imperatore e si designa quale vera erede politica di nonno Jean Marie, fondatore del Front National. E’ tra le braccia di quest’ultimo che compare, alla tenera età di tre anni, in un manifesto elettorale del partito.

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Figlia di Samuel Maréchal, fondatore del movimento giovanile del FN, e di Yann Le Pen, seconda figlia di Jean Marie, Marion si laurea in Diritto pubblico all’Università parigina Panthéon-Assas e passa direttamente dai banchi dell’Università ai seggi del Parlamento francese.

E’ lei l’astro nascente del partito, la nuova icona della destra francese: schietta e decisa, si mostra intransigente su questioni delicate quali i matrimoni gay, l’aborto, l’immigrazione e, in particolare, il ruolo delle comunità musulmane in Francia. Pensare che la sua retorica è già divenuta oggetto di studio: Cècile Alduy – professoressa associata all’Università di Stanford – la definisce “un personaggio paradossale”, che “usa le parole e lo stile della sua generazione” ma allo stesso tempo promuove un programma rigido e conservatore, molto più di quello di sua zia Marine.

Ad oggi la giovane Marion diviene protagonista di una svolta storica, sorprende la Francia e l’Europa aggiudicandosi con il FN il primo turno alle elezioni regionali francesi, sfiorando il 30% su scala nazionale e superando addirittura il 40% nella regione Provence-Alpes-Cote-d'Azur dove è candidata.

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E’ così che il partito delle due Le Pen, uscito rafforzato dalla strage del 13 novembre, si prepara al ballottaggio di domenica prossima. Nel frattempo, Marion festeggia la vittoria ad Avignone, dove commossa e felice esordisce il suo discorso dicendo: "È una vittoria storica e inattesa. Il vecchio sistema è morto: spero che la destra e la sinistra, che hanno tradito e umiliato il popolo di Francia, ne trarranno le giuste conseguenze". La Quinta Repubblica si prepara dunque ad accogliere il carisma della giovanissima, la cui età tuttavia non frena i forti richiami alla tradizione: come scrive Cècile Alduy, Marion rappresenta certamente il nuovo volto che guarda al futuro di Francia, ma prestando attenzione alle sue proposte politiche, “sembra di tornare indietro al 1980”.