Si è chiusa con un nulla di fatto la riunione d'emergenza del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, richiesta dalla Russia. Putin si è attivato immediatamente in sede Onu per l'intervento della Turchia in Siria, presentando davanti agli altri paesi membri una bozza per bloccare gli interventi turchi. L'intento di Erdogan è quello di agire su suolo siriano, progettando un'azione via terra con il sostegno dell'Arabia Saudita. Mosca ha quindi chiesto al consiglio di sicurezza di sostenere la sovranità di Damasco, in contrapposizione all'ingerenza di Ankara.

Hollande e il rischio di una guerra Turchia-Russia

Il presidente francese Francois Hollande si è espresso, a France Inter, in merito alla questione siriana ed alla convocazione d'urgenza del consiglio di sicurezza Onu: "Esiste il rischio di una guerra tra Russia e Turchia-ha affermato il premier- per il coinvolgimento di Ankara in Siria.

Lì c'è il rischio di una guerra, ed ecco perchè il consiglio di sicurezza si riunisce in questo momento".

Respinta iniziativa russa

Il tentativo russo di proporre una risoluzione nei confronti della Turchia non ha sortito esiti positivi. Già nei giorni immediatamente precedenti alla riunione del consiglio, Francia e Stati Uniti si erano detti intransigenti circa l'eventuale accoglimento della risoluzione. Parigi sostiene che l'azione russa in Siria, che consiste nel sostengo a Bashar al Assad, abbia esacerbato gli animi ed aggravato la tensione già presente sul territorio da oltre 4 anni.

Delattre, ambasciatore francese, a margine della riunione d'emergenza, ha affermato che " Stiamo affrontando un' escalation militare molto pericolosa, che può facilmente uscire fuori controllo e farci entrare in territori inesplorati", paventando così l'ipotesi di una degenerazione delle tensioni in un vero e proprio conflitto militare. Da parte Usa, invece,  Samantha Power ha sotenuto che la mossa russa serva, in realtà, a distrarre dai reali problemi.

I migliori video del giorno

A novembre abbattuto il jet russo

Le tensioni tra Russia e Turchia hanno visto un incremento esponenziale sulla situazione siriana, fino ad arrivare al culmine quando, nel novembre scorso, un jet russo fu abbattuto dal dipartimento di difesa turco perchè "Aveva oltrepassato il confine turco, ben sapendo di trovarsi in una no-fly zone, e a seguito di tre avvertimenti via radio".

Putin minacciò sanzioni durissime contro la Turchia("Si pentirà di ciò che ha fatto") che si sono esplicate, fino ad oggi,  solamente in una forte limitazione all'importazione di prodotti Turchi.

La notizia peggiore è arrivata proprio in occasione della riunione del consiglio di sicurezza "I colloqui di pace per arrivare a un cessate il fuoco, non riprenderanno il 25 febbraio" così  l'inviato speciale dell'Onu Staffan de Mistura.