Ormai è noto che i finanziamenti europei dedicati all’Italia tornano indietro. E’ così difficile ed ostico richiedere i finanziamenti europei? La risposta è: in parte sì e in parte no. Sicuramente il progettista europeo, grazie alle sue competenze tecniche, ha un ruolo chiave ed importante per trovare il bando e scrivere il progetto, ed in Italia ci sono i project manager. Il problema allora è da ricercare oltre alle capacità progettuali degli italiani: forse dovremo iniziare a cambiare mentalità, ancora poco europea.

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L'Italia ha più di 43 miliardi da spendere fino al 2020

Entro la fine del 2016, l’Italia dovrà riuscire ad approvare i piani per l’utilizzo dei finanziamenti europei.

Questi fondi, offerti dall’Unione Europea, sono piuttosto consistenti: stiamo parlando di più di 43 miliardi di euro da spendere entro il 2020. Chi può beneficiare di questi fondi? Sicuramente le varie amministrazioni pubbliche, ma anche enti privati profit e non profit e, novità di quest’anno, anche i liberi professionisti (in pratica chi ha la partita iva, ma non ancora i lavoratori autonomi). Lo scopo è quello di presentare progetti validi per l'aggiudicazione dei finanziamenti e promuovere, in questo modo, progetti sui possibili investimenti dei fondi Europei destinati all’Italia.

I finanziamenti di cui l'Italia può beneficiare

Nel caso in cui i finanziamenti spettanti all’Italia non venissero erogati, essi ritornano alla Commissione Europea e, quindi, sottratti all’Italia. E’ possibile presentare progetti di qualsiasi tipologia: dall’ambiente all’istruzione, dal sociale alla cooperazione al lavoro.

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Sono coperti tutti gli aspetti della vita dell’uomo e dell’ambiente in cui viviamo. Oltre ai fondi strutturali, l’Italia può beneficiare anche di altre tipologie di finanziamenti pari ad un ammontare di 567 milioni destinati al lavoro giovanile (un esempio è Garanzia Giovani), oltre ai finanziamenti del fondo sociale europeo (FSE) per supportare i giovani e soprattutto l’approccio col mondo del lavoro.