In un'intervista rilasciata alla trasmissione "Good Morning Britain", in onda su ITV ieri 31 maggio, Steve Hawking ha espresso il suo punto di vista sulle elezioni USA, in particolare sul candidato repubblicano Donald Trump, e sul referendum inerente la permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea.

La popolarità di Donald Trump è incomprensibile anche per lo scienziato

Durante la trasmissione, a Stephen Hawking è stato chiesto un parere sull'appeal del magnate e miliardario statunitense. Lo scienziato ha dichiarato di non sapersi spiegare la popolarità di Donald Trump, dicendo: "non posso, è un demagogo che sembra fare appello al minimo comune denominatore".

Insomma, farebbe leva sui più bassi istinti per catturare l'attenzione delle persone. Non è la prima volta che l'astrofisico britannico si esprime negativamente sul candidato repubblicano alle elezioni presidenziali USA.

Il parere di Hawking sul referendum britannico

Restando in tema politico, Hakwing si è soffermato anche sul referendum indetto per il 23 giugno, riguardante la permanenza del Regno Unito nella UE. Ha fatto appello affinché gli elettori inglesi confermino, con il loro voto, la presenza britannica nell'Unione Europea, non solo per motivi economici, ma anche per proteggere la Scienza inglese dal declino.

Già a marzo, in una lettera al "Times" firmata con altri 150 membri della Royal Society, Stephen Hawking denunciava che un'eventuale uscita della Gran Bretagna dall'UE avrebbe ostacolato lo sviluppo della ricerca inglese, limitando lo scambio di informazioni e conoscenze che ora fluisce liberamente tra i paesi aderenti all'unione.

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Nella trasmissione del 31 maggio, il professor Hawking ha ribadito che: "Sono finiti i giorni in cui potevamo stare in piedi da soli, contro il mondo. Abbiamo bisogno di far parte di un gruppo più ampio di paesi, sia per la nostra sicurezza che per il nostro mestiere. L'eventualità che possiamo lasciare l'UE ha già portato un forte calo della sterlina, perché i mercati ritengono che danneggi la nostra economia".

Lo scienziato di Oxford ha anche indicato l'immigrazione come una questione molto importante. Facendo parte dell'Unione Europea, molti studenti stranieri si recano in Inghilterra e, viceversa, molti ragazzi britannici si recano nelle università europee. Tutto ciò favorisce un arricchimento reciproco per lo scambio di idee e di background culturale.

Inoltre, il Consiglio delle Ricerche Europeo garantisce solidità finanziaria ai progetti di ricerca. Altri scienziati non condividono le parole del professor Hawking, perché sostengono che la burocrazia europea sia troppo dispendiosa e gravi sui conti inglesi più di quanto restituisca.

Stephen Hawking: uomo di grande partecipazione sociale

Non devono meravigliare queste prese di posizione del professor Hawking sulle elezioni statunitensi e sul referendum di conferma della partecipazione della Gran Bretagna all'Unione Europea. Il grande scienziato, colpito gravemente da una malattia neuro-degenerativa che lo costringe su una sedia a rotelle dal 1963, e ad utilizzare un sintetizzatore vocale per poter comunicare, è noto non solo per le battaglie a sostegno dei colleghi scienziati, o per i problemi dei disabili nel Regno Unito, ma anche per ulteriori impegni.

Ad esempio ha preso parte ad un'azione di boicottaggio accademico, per protesta contro il trattamento dei palestinesi da parte dello stato di Israele, oppure ha appoggiato il progetto per realizzare una piccola astronave da inviare ad una velocità pari ad un quinto di quella della luce, verso il sistema stellare più vicino a noi.

Inoltre, hanno avuto grande risonanza le sue battaglie per il diritto al suicidio assistito per i malati terminali, per la libertà di espressione degli atei, e le campagne di allarme sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Di conseguenza, non desta sorpresa la sua accalorata partecipazione alla campagna elettorale referendaria.