Lunedì 3 ottobre, in diverse città polacche, donne e uomini sono scesi in piazza per protestare contro la proposta di legge a favore del totale divieto di aborto. Nel mondo il sostegno è espresso con l'hashtag #CzarnyProtest (“protesta nera”). Un giorno storico che ha portato il governo, lo scorso mercoledì 5 ottobre, a fare marcia indietro sulla proposta di legge in questione.

I retroscena

Dal 1993 la legislazione polacca che regola l'interruzione volontaria di gravidanza apre alla possibilità di aborto esclusivamente in caso di incesto o stupro, di rischio di vita per la madre o di gravi malformazioni del feto. Da settembre questa regolamentazione è al centro del dibattito politico polacco in seguito alla campagna "Stop Abortion", indetta dall'associazione cattolica Fundaja Pro.

Intento della propaganda cattolica è quello di preservare il diritto alla vita attraverso una proposta di legge che vieti l'interruzione volontaria di gravidanza in ogni circostanza, eccezion fatta per i casi in cui risulti in evidente pericolo la vita della donna.

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Indiscusso è il sostegno all'organizzazione da parte della Conferenza Episcopale. La proposta di legge sembra riscuote successo anche tra le file del partito della destra conservatrice PiS (Prawo i Sprawiedliwość) in carica al governo polacco da ottobre 2015.

Il 23 settembre il Sejm (Camera dei Deputati della Polonia) approva il progetto di legge grazie ai voti del PiS. Il partito di sinistra Partia Razem lancia l'hashtag #CzarnyProtest (“protesta nera”) ed invita tutte le donne a scioperare e protestare in favore della libertà di scelta della donna.

La protesta in nero

Il 3 ottobre donne e uomini scendono in piazza: tra i manifestanti ci sono attivisti, femministe, ma anche conservatori e cattolici. L'intento è difendere quel minimo di libertà che la legge polacca riconosce attualmente alla donna. Uomini e donne si vestono a lutto per la morte dei diritti fondamentali della donna. Si protesta per contrastare l'approvazione di una legge che punirebbe l'interruzione volontaria di gravidanza e i medici che l'esercitano, favorendo altissimi rischi per le donne che sarebbero costrette a ricorrere ad aborti clandestini.

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Una prima vittoria

Il 5 ottobre la Commissione giustizia e diritti umani della camera bassa (Sejm) del Parlamento ha respinto il progetto di legge anti-aborto: il voto è confermato dalla votazione del Parlamento il giorno seguente. Il successo della protesta è avvalorato dalle dichiarazioni, tra gli altri, del deputato del PiS Tomasz Edward Latos ("Non siamo mai stati favorevoli a una politica che punisca le donne") e del vicepremier e Ministro della Scienza e dell'Istruzione superiore Jarosław Adam Gowin (“Le manifestanti ci hanno fatto riflettere, e ci hanno dato una lezione di umiltà”).

Non è possibile prevedere gli sviluppi del governo conservatore polacco, ma questa è una prima vittoria che alimenta fiducia per il futuro del paese.