Il continente europeo ha da sempre affascinato turisti stranieri per la sua storia, l’arte, il cibo e la cultura. Ma il problema è che, dietro questo apparente idillio ci sono elementi politici ed economici evidenti che minano il sereno futuro del continente.

Crisi europea generale

Azzardarsi a parlare già di un diretto declino europeo forse non è la terminologia corretta. Ciò che rimane però considerevole è la crisi che sta invadendo l’europa in campo politico, sociale, culturale e soprattutto economico.

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La situazione negativa parte innanzitutto da un degrado morale e da un mancato senso di responsabilità. Il disagio purtroppo è percepibile in modo chiaro, in particolare a causa dell’aumento del carico fiscale e di conseguenza della sua evasione.

L'arrivo dell'euro sicuramente ha contribuito alla debole crescita del prodotto interno lordo nei Paesi che hanno adottato questa moneta. Il progetto di unire più Stati a questo prospetto sembrava all’inizio essere un’idea di buon auspicio, ma l’allargamento fino a 28 Paesi, insieme al palese aumento della popolazione fino a 500 milioni di persone con diversità di reddito e cultura, ha fatto sì che, con il passare degli anni, insorgessero diverse difficoltà, nonostante il progetto iniziale fosse quello di adottare la politica dell’integrazione

La prima crisi finanziaria ha avuto origine nel 2008 a causa di un tasso d’interesse unico che però coinvolgeva Paesi molto diversi tra loro e senza sufficienti politiche fiscali di compensazione. Successivamente, questa situazione, ha portato alla luce debiti delle banche e impoverimento economico per la pressione esercitata sulla mancanza di denaro.

Disoccupazione e insicurezza

Un altro fondamentale effetto negativo: la diminuzione della crescita del prodotto interno lordo ha recato in seguito un altissimo segnale di disoccupazione. Nell’Unione Europea ci sono infatti 26 milioni di disoccupati ufficiali che in realtà, fra inattivi e sottoccupati, raggiungono un numero molto più elevato.

Pervasivo anche il senso di sfiducia dei cittadini per quanto riguarda le promesse da parte dei politici i quali assicurano, già da tempo, un incremento qualitativo e quantitativo del benessere futuro, sebbene per ora non siano stati avvertiti grandi miglioramenti.

Aumenta inoltre sempre più il numero dei settori produttivi in difficoltà e gli europei si sentono quindi sempre più scoraggiati. Dunque un’ansia generale invade l’intera Europa ed è per questo che il suo futuro viene percepito come incerto da parte di una popolazione che non vive serena, anche a causa della paura che tutto questo un giorno possa peggiorare.

Riuscire a ricostruire una forte identità di valori che unisca le diverse nazioni del continente, potrebbe già essere il punto di partenza per saper sfruttare questa crisi come elemento favorevole a far ripartire l’Europa e riuscire a parlare un giorno di evidente ripresa europea invece che di incombente declino.