A quindici anni dell'entrata in vigore della moneta unica risulterebbe doveroso un confronto dei prezzi di alcuni servizi e prodotti del paniere famigliare. Andando a spulciare, si intravede un vertiginosa caduta libera del potere d'acquisto delle famiglie italiane, soprattutto per quelle a reddito fisso. L'introduzione dell'euro ad esempio, ha fatto schizzare tra le altre cose il prezzo del caffè al bar, la benzina, le bollette, la pizza margherita, i medicinali, le commissioni bancarie e postali, e persino il cinema e il classico Big Mac. Certo, alcune componenti della vita quotidiana sono rimasti invariati o addirittura diminuiti, come la giocata minima del lotto, il tasso dei mutui e le apparecchiature elettroniche.

Prezzi che superano l'inflazione

È dal 2002 che l'euro siede prepotentemente sul banco degli imputati; i mancati controlli, i furbetti, il mancato adeguamento degli stipendi: molti fattori hanno contribuito a voler poco bene alla moneta unica. Vediamo alcuni dati forniti dall'agenzia Nens, Nuova Economia Nuova Società: al 31 dicembre 2001, la pizza margherita costava 6.500 lire e oggi intorno ai 7 euro. Mentre il caffè al bar costava 800/900 lire oggi non lo si beve per meno di un euro. Che dire della benzina, vi ricordate? Era arrivata a quasi 2 mila lire e oggi siamo anche oltre 1,55 euro. Altri esempi riguardano le spese di casa, per la corrente elettrica si spendevano in media 650mila lire circa e oggi l'ultimo aggiornamento dell'Autorità per l'Energia parla di 500 euro.

Mentre per il gas il balzello delle cifre è più discordante, in lire la spesa mediamente si aggirava in 1,6milioni e oggi varia da 1.100 euro fino a 2mila per gli stessi appartamenti o villette autonome. In sostanza, un chiaro aumento generale tra il 50 e il 123%.

Il rovescio della medaglia

Il rovescio della medaglia è rappresentato da alcuni prezzi e spese che nel tempo hanno mantenuto lo stesso valore oppure sono diminuiti grazie all'aumento della concorrenza.

Ad esempio al 2 gennaio 2002 la giocata minima del lotto era passata dalle 1.500 lire a 1 euro tondo, tantissimo ma dopo di che mai più modificata. Certo, la spesa delle famiglie non è misurata con le scommesse, ma si può considerare un fattore positivo l'andamento dei tassi dei mutui e i prezzi degli elettrodomestici e articoli del comparto tecnologico.

Ad esempio, un televisore top costava 6milioni del vecchio conio e oggi un buon apparecchio HD arriva alla metà. Vi ricordate il vecchio e “figo” Motorola Startac? Veniva 2 milioni e oggi con la quarta parte si telefona, si mandano i messaggi e si naviga. Logicamente il cambio a 1936,27 lire per 1 euro ha demoralizzato non poco gli italiani. E nonostante il canone Rai sia rimasto quasi invariato tra le 179.000 lire del 2001 ai 90 euro del 2017, il potere d'acquisto ne risente non poco in questi anni.