MADRID – Mercoledì mattina il giudice della stanza numero 17 del Tribunale di Barcellona ha convalidato gli arresti dei sei italiani, posti instato di fermo per flagranza di reato da sabato 27 febbraio per gli scontri avvenuti nella capitale catalana. Si tratta: Ermanno C. (nato 1991), Luca C. (1986), Alberto F. (1995), Emanuele A. (1987), Danilo I. (1992) e Sara Caterina C.. Per tutti i sei sono stati contestati i reati di disordine pubblico, danneggiamenti, appartenenza a gruppo criminale, tentato omicidio e attentato a pubblico ufficiale. Questi ultimi due capi d’accusa sono molto gravi e comportano una detenzione, in caso di condanna, fino a vent’anni.

In attesa della data del rinvio a giudizio, gli italiani arrestati sono nel carcere Brians 2 di Sant Esteve Sesrovires a 40 chilometri da Bacrellona. In totale sono otto le persone arrestate sabato 27 febbraio a Barcellona per avere partecipato ai disordini e alle violenze in strada

La videomaker ha incendiato un furgone con dentro un agente della polizia municipale

Secondo le ricostruzioni Sara Caterina C. avrebbe cosparso il mezzo della Guardia Urbana con l’acquaragia, mentre pochi secondi dopo un altro manifestante lanciava una bottiglia molotov provocando un grande falò che ha immediatamente avvolto il mezzo.

Provvidenziale l'intervento immediato della Brimo, la squadra antisommossa dei Mossos d’Esquadra che ha evitato una peggiore conclusione dell'aggressione.

L’agente è uscito incolume allontanandosi dal furgone i fiamme, protetto dagli scudi dei compagni per evitare il fitto lancio di pietre e bottiglie. Sara C., secondo alcuni giornali catalani, avrebbe alcuni precedenti penali. Nel caso di convalida dell’arresto, andrebbe a processo per il reato di tentato omicidio che in Spagna è punito con il carcere dai 10 ai 20 anni.

Per quattro piemontesi accuse di appartenenza a gruppo criminale, disordini pubblici e danni

La giovane, infatti, voleva bruciare la camionetta con dentro una persona mettendo a rischio la sua vita. Sembrerebbe, infatti, che la videomaker italiana sarebbe stata incastrata da alcune testimonianze raccolte dai Mossos, ma soprattutto dai filmati delle telecamere esterne di videosorveglianza che mostrerebbero Sara C.

versare il liquido incendiario sul furgone in una posizione in cui non poteva non accorgersi che all’interno del furgone ci fosse un agente.

Nella sua pagina Facebook, la donna non nasconde la sua natura anarchica. Scrive in un post: «Buongiorno dal fronte della resistenza. I crimini artistici sono belli». Con i sei presunti anarchici italiani sono stati fermati anche un francese e uno spagnolo. I disordini ad oggi hanno prodotto duecento milioni di euro di danni, conteggiando le auto e la distruzione di vetrine e arredi urbani.

A Barcellona i danni sono di duecento milioni di euro. La polizia catalana si costituirà al processo

Intanto, il sindacato della Guardia Urbana, in un comunicato stampa, ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo contro le persone arrestate.

La Guardia Civil, i Mossos e la stesa Guardia Urbana da dieci giorni sono schiacciati dalla pressione degli interventi per fermare le violenze. Sette di loro sono rimasti feriti. Il partito Unidos Podemos che, assieme ai Socialisti di Pedro Sánchez, forma il Governo di maggioranza, nei giorni seguenti lo scoppio della guerriglia aveva appoggiato i manifestanti, accusando la polizia catalana di avere esagerato con le violenze contro i giovani incappucciati.

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