Mosca ha annunciato che le contromisure in risposta alle recenti azioni della Romania, che includono la dichiarazione di persona non grata del Console generale russo e la chiusura del Consolato generale a Costanza, "non tarderanno ad arrivare". La dichiarazione è stata rilasciata il 29 maggio 2026 dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, evidenziando una crescente tensione diplomatica tra i due Paesi.

Le ragioni di Mosca e le accuse alla Romania

Secondo quanto affermato dalla portavoce Zakharova, la decisione delle autorità romene sarebbe stata influenzata da un "clamore mediatico" generato da un incidente con un drone avvenuto in Romania.

Mosca sostiene che questo episodio sia stato strumentalizzato per distogliere l'attenzione da altri eventi significativi. In particolare, Zakharova ha dichiarato che "gli occidentali hanno bisogno del clamore mediatico suscitato dal drone in Romania per distogliere l'attenzione dall'omicidio dei bambini di Starobilsk per mano di Zelensky, commesso con fondi e sostegno dell'Ue e, come ormai è chiaro, per giustificare la chiusura del Consolato generale russo a Costanza". Questa accusa sottolinea la percezione russa di una manovra politica orchestrata per legittimare la chiusura della sede diplomatica.

Il ruolo del Consolato russo a Costanza e il contesto delle tensioni

Il Consolato generale russo a Costanza rivestiva un ruolo cruciale come una delle principali sedi diplomatiche della Federazione Russa sul territorio rumeno.

Le sue funzioni spaziavano dall'assistenza consolare alla promozione dei rapporti bilaterali, oltre alla tutela degli interessi dei cittadini russi residenti nella regione. La sua chiusura, imposta dalle autorità romene, si inserisce in un quadro di escalation delle tensioni tra Romania e Russia.

Questa decisione segue una serie di episodi che hanno contribuito a inasprire i rapporti, in particolare dopo l'incidente del drone nella zona di Galați, un'area vicina al confine con l'Ucraina. Il consolato di Costanza era un punto di riferimento essenziale non solo per i cittadini russi, ma anche per le attività diplomatiche e strategiche della Russia nell'importante regione del Mar Nero. La sua chiusura rappresenta quindi un passo significativo nelle relazioni bilaterali, con Mosca che promette una risposta decisa.