La Commissione europea si appresta a lanciare il Chips Act 2.0, un nuovo piano strategico per i semiconduttori volto a rafforzare la sovranità tecnologica dell'Unione e a ridurre la dipendenza da Stati Uniti e Asia. L'obiettivo è cruciale, specialmente per i chip più avanzati, indispensabili per l'intelligenza artificiale. Attualmente, l'UE produce meno del 10% dei semiconduttori globali ed è quasi totalmente dipendente dall'estero per i chip all'avanguardia sotto i 5 nanometri, come evidenziato nella bozza del provvedimento, la cui pubblicazione è attesa per mercoledì.

Questa nuova versione del Chips Act segna un'evoluzione rispetto all'intervento del settembre 2023. Se il primo era incentrato sull'offerta e sulle sovvenzioni alla produzione, il Chips Act 2.0 introduce misure concrete per stimolare la domanda interna. La bozza sottolinea che “Le due dimensioni si rafforzano a vicenda: coltivare una solida domanda locale supporta il rafforzamento dell’offerta locale di semiconduttori”. Tra le novità figurano progetti strategici per potenziare i segmenti chiave della catena del valore europea e strumenti pubblici per gli acquirenti, quali “appalti per l'innovazione” e “grandi sfide”, pensati per generare una domanda iniziale e facilitare l'ingresso sul mercato dei chip avanzati sviluppati nell'UE.

Sono previste anche semplificazioni burocratiche, con procedure di autorizzazione accelerate per i nuovi impianti grazie a permessi aggregati a livello regionale e all'uso dell'European Business Wallet.

Aggregazione della domanda e gestione delle crisi

Il Chips Act 2.0 introduce l'aggregazione della domanda come meccanismo centrale per consolidare i mercati frammentati tra i ventisette Stati membri. Coordinando gli acquisti in settori strategici come l'automotive, la sanità e la difesa, la Commissione mira a rendere la produzione europea di chip più competitiva. Il piano include anche strumenti per la gestione delle crisi nelle catene di approvvigionamento: le aziende dovranno condividere informazioni in modo più proattivo, e la Commissione potrà organizzare acquisti congiunti o richiedere ordini prioritari dagli impianti sovvenzionati in situazioni di emergenza.

Queste iniziative fanno parte di una più ampia strategia per la sovranità tecnologica europea, che comprende anche il Cloud and AI Development Act. Quest'ultimo stabilisce quattro livelli di sovranità per i servizi cloud, con garanzie crescenti per i settori più sensibili (finanza, sanità, giustizia, pubblica amministrazione). Il testo specifica che “I partner che condividono gli stessi principi, compresi gli Stati Uniti, possono competere a tutti i livelli, ma più alto è il livello, maggiori devono essere le garanzie fornite altrimenti verrà data una corsia preferenziale ai fornitori di servizi di cloud europei”.

Obiettivi strategici e autonomia tecnologica

Il Chips Act 2.0 si inserisce in un contesto di tensioni geopolitiche globali e di crescente domanda di semiconduttori avanzati, spinta dall'intelligenza artificiale.

L'obiettivo è sviluppare soluzioni europee lungo l'intera catena del valore, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e promuovendo la competitività delle imprese dell'UE. La strategia identifica semiconduttori, tecnologie cloud e applicazioni consumer come dipendenze critiche, evidenziando la necessità di rafforzare le capacità interne dell'Unione.

Il successo di queste nuove misure dipenderà dalla capacità degli Stati membri di coordinare gli acquisti e di investire nello sviluppo di competenze e impianti produttivi in Europa. L'obiettivo finale è rendere l'Europa meno vulnerabile alle interruzioni delle catene di approvvigionamento e garantire una maggiore autonomia tecnologica in un panorama internazionale sempre più competitivo.