L'Alto rappresentante UE per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha annunciato il 2 luglio 2026 un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Le misure colpiscono entità che sostengono il complesso militare-industriale russo, intensificando la pressione su Mosca in risposta agli attacchi contro i civili ucraini. Kallas ha dichiarato che le parole non fermeranno gli attacchi e che solo sostegno militare e maggiore pressione su Mosca possono farlo. Ha ribadito che più Mosca attacca i civili, più sanzioni devono essere imposte, per aumentare il costo dell’operazione finché la Russia non capirà che non può vincere.

Nuove misure e settori colpiti

Il nuovo pacchetto di sanzioni è progettato per colpire settori chiave dell'economia russa, inclusi il settore finanziario, energetico e della difesa, oltre ad aziende di criptovalute in paesi terzi. Le misure prevedono il congelamento temporaneo del meccanismo di adeguamento del price cap sul petrolio russo e l'identificazione di nuove entità che generano entrate per Mosca o che aggirano le sanzioni esistenti.

La Commissione europea ha proposto di estendere il divieto di transazioni a ulteriori banche russe e di introdurre restrizioni su società e piattaforme di criptovalute che facilitano transazioni per entità sanzionate. Sono delineate nuove restrizioni all'export di tecnologie e materiali cruciali per il settore militare-industriale russo.

Restrizioni su energia, trasporti e commercio

Il pacchetto include un divieto di vendita di navi per il trasporto di gas naturale liquefatto alla Russia e aggiunge nuove imbarcazioni alla lista delle sanzionate, portando il totale della "shadow fleet" russa a oltre 630 unità. Le misure si estendono ai servizi di supporto a questa flotta, colpendo infrastrutture critiche quali porti, aeroporti e raffinerie. Sul fronte delle importazioni, sono stati proposti nuovi divieti per prodotti ittici russi e categorie di metalli e componenti automobilistici, per un valore stimato di circa 60 milioni di euro.

Il pacchetto introduce restrizioni commerciali anche verso la Bielorussia, impedendone l'utilizzo come canale alternativo per le merci russe. Tutte le misure proposte dovranno ricevere l'approvazione unanime degli Stati membri dell'Unione Europea per la loro entrata in vigore.