Il sistema elettrico europeo si mantiene stabile nonostante le recenti ondate di caldo estremo e la siccità che hanno colpito diverse aree dell'Unione. Nonostante le condizioni difficili in alcune regioni, non sono stati rilevati rischi di adeguatezza a breve termine, sebbene sia necessaria una costante vigilanza. Questa rassicurazione giunge al termine della riunione del Gruppo di coordinamento Ue per l’energia elettrica, come comunicato dal commissario Ue all’Energia Dan Jørgensen.

Resilienza del mercato e impatto delle rinnovabili

Il mercato elettrico interconnesso dell’Unione europea sta dimostrando la sua efficacia, con la cooperazione transfrontaliera che assicura la fornitura di energia dove più necessaria.

Un contributo significativo è arrivato dalla produzione di energia solare, che ha contribuito ad alleviare la pressione sui prezzi nelle ore centrali della giornata. Anche le misure volontarie sul lato della domanda, implementate in particolare in paesi come l’Ungheria, si sono rivelate preziose nel supportare il sistema elettrico in momenti di precario equilibrio tra produzione e domanda.

Nonostante la stabilità generale, la lezione è chiara: l'Unione necessita di maggiore flessibilità e capacità di accumulo per sfruttare al meglio l’energia pulita e gestire i picchi di domanda. L'implementazione di sistemi di accumulo è considerata fondamentale per garantire che l'eccesso di produzione solare durante le ore di massima insolazione possa essere utilizzato efficacemente durante i picchi di consumo serali.

Sfide attuali: siccità e fermi impianto

La stabilità del sistema è stata messa alla prova dalle condizioni climatiche avverse. Sei paesi dell’Unione europea hanno dovuto affrontare la chiusura o la riduzione di produzione di alcune centrali elettriche. Francia, Italia, Polonia, Ungheria, Romania e Slovenia hanno registrato fermi impianto a causa della diminuzione dei livelli dei fiumi e dell’aumento delle temperature dell’acqua, fattori critici per il raffreddamento degli impianti. In particolare, le centrali nucleari sono state colpite dalla scarsità d'acqua, con interruzioni o riduzioni di attività in Ungheria, Romania e Francia. Anche la produzione idroelettrica in Slovenia, Italia e Austria ha risentito dell'impatto del caldo sui livelli idrici, con turbine ferme in alcuni impianti italiani.

Ungheria e Slovenia hanno emesso un "avviso precoce" a Bruxelles, segnalando un serio rischio di tensione sulle loro reti elettriche, un passo che precede la dichiarazione di uno "stato di crisi" che richiederebbe assistenza di emergenza.

Preparativi per l'eclissi solare del 12 agosto

Mentre non sussistono rischi di adeguatezza a breve termine, gli esperti prevedono che la situazione possa rimanere critica nella settimana successiva. Una particolare attenzione è rivolta all’imminente eclissi solare del 12 agosto. La Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica (ENTSO‑E) ha informato sui preparativi in corso per gestire la prevista riduzione della produzione di energia solare durante l’evento.

L'eclissi potrebbe, seppur brevemente, ridurre la capacità di produzione fotovoltaica europea di quasi 9,7 gigawatt per diverse ore, un valore stimato equivalente al fabbisogno energetico di dieci milioni di abitazioni. Gli operatori delle reti europee stanno coordinando le azioni per compensare questa diminuzione simultanea, valutando l'uso di riserve energetiche o l'importazione di elettricità da regioni non interessate dall'eclissi. Nonostante le previsioni siano complesse, la situazione rimane sotto controllo.