La Francia è stata teatro della terza giornata di mobilitazione studentesca, con manifestazioni che hanno preso il via a Parigi e in decine di altre città. Le tensioni sono state palpabili in diversi centri, dove si sono registrati tafferugli, in particolare a Lione, Marsiglia e Strasburgo.

A Lione, gruppi di giovanissimi hanno affrontato la polizia nelle vie adiacenti a place Guichard. Le forze dell'ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti. La situazione è degenerata con il lancio di sassi contro un commissariato da parte di alcuni casseur.

Contemporaneamente, a Marsiglia, ha preso il via un «corteo selvaggio», termine che indica una marcia non autorizzata dalle autorità. Anche Strasburgo è stata tra le città in cui si sono verificati tafferugli nel corso di questa giornata di protesta.

La portata nazionale della protesta

Questa vasta mobilitazione si inserisce in un più ampio contesto di protesta studentesca che sta interessando il Paese, con blocchi davanti ai licei e manifestazioni a sostegno delle richieste avanzate dagli studenti. Nella mattinata del 6 ottobre 2026, il ministero dell’Interno francese ha stimato la partecipazione di ben 86.000 manifestanti al di fuori della capitale, mentre a Parigi erano in corso ulteriori raduni in vista di una manifestazione pomeridiana.

Le richieste degli studenti e l'evoluzione del movimento

Le principali rivendicazioni degli studenti riguardano la necessità di maggiori fondi, personale e risorse per la scuola. Il movimento, che ha avuto inizio nella regione parigina a metà settembre, ha progressivamente assunto una dimensione nazionale, estendendosi oltre l'area della capitale per coinvolgere numerosi altri centri francesi, tra cui le già citate Marsiglia e Strasburgo. Le proteste hanno interessato direttamente anche gli istituti scolastici, con blocchi davanti ai licei e, in alcune scuole, la sospensione delle attività didattiche.