Ottenere un prestito è, oggigiorno, sempre più difficoltoso. Le crescenti sofferenze bancarie, infatti, inducono gli istituti di credito ad essere sempre più prudenti quando si tratta di erogare una somma di denaro. Vengono così effettuati controlli su eventuali redditi del richiedente e sul patrimonio dello stesso, in maniera tale che la banca abbia tutti gli elementi per decidere se un soggetto è tecnicamente in grado di restituire la somma di denaro gravata dagli interessi applicati.

Per cercare di limitare questa situazione di drastica riduzione del numero dei prestiti, gli istituti di credito stanno cercando di ingegnarsi, cercando (e spesso trovando) nuove e più flessibili soluzioni in grado di accontentare entrambe le parti.

Fra queste vi è senz'altro il prestito su pegno che, stando ai dati pubblicati da Bankitalia, sono in forte crescita sia per quanto concerne il numero che per quanto riguarda l'importo del finanziamento.

Tra le ragioni che hanno permesso un così rapido sviluppo dei prestiti su pegno c'è, senz'altro, la velocità con cui è possibile ottenere un finanziamento, non essendo necessari i consueti controlli sul patrimonio e sul reddito del richiedente, ma essendoci un semplice scambio tra denaro e beni materiali. Tali beni sono quasi sempre rappresentati dai metalli preziosi che vengono attentamente stimati da un perito nominato proprio dall'istituto di credito erogante. Naturalmente il richiedente dovrà pagare gli interessi sulla somma del prestito e, una volta terminato il periodo di rimborso (generalmente piuttosto breve), vedrà restituirsi gli oggetti dati in pegno.