La stretta finanziaria dovuta alla crisi economica sembra finalmente invia di attenuazione. Se a febbraio 2014 il calo dei prestiti è stato del 3,6%nel mese di marzo si è attestato al 3,3%. Allo stesso tempo, le sofferenze delsistema bancario risultano in crescita mentre è il mercato obbligazionario avedere un profondo rosso, con un calo maggiore del 10%.

I dati sono stati forniti dalla Banca d’Italia, che inquesto modo certifica quanto è stato già annunciato da imprenditori e organiistituzionali. La crisi sembra essersi arrestata nella sua forza distruttiva, eora si tenta finalmente un’inversione di rotta.

Il mercato del credito ha risentito fortemente delletensioni politiche ed economiche dovute alla crisi economica. Lastretta creditizia ha provocato un crollo del mercato immobiliare e una forteriduzione dei consumi.

Il principale freno a una ripresa nell’offerta del credito èdato dal livello dei prestiti in sofferenza che si sono accumulati nei bilanci dellebanche. Gli istituti finanziari hanno dovuto effettuare pesanti tagli eaccantonamenti per farvi fronte. Risulta pertanto comprensibile una certa ritrosiaalla riapertura dei rubinetti creditizi, perlomeno finché non si potrannodeterminare condizioni incontrovertibili di un ritorno alla crescita.

In merito a tale situazione, dall’estero giungono giudizi severi: il Financial Times lancia un duro monito versogli operatori finanziari italiani.

Per poter ottenere credibilità verso gliinvestitori stranieri, sarebbe necessario un cambiamento profondo a livello digovernance. Un monito che arriva dopo il recente ingresso di fondi d’investimento stranieri nella proprietà dialcuni primari istituti bancari.

Ora gli occhi restano puntati al futuro. La speranza generalizzata è che le prime avvisaglie di unallentamento della stretta creditizia possano agire come fattore di ripresa per i prossimi mesi.