La norma è di qualche hanno fa compresa la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma per via della carenza di fondi e della mancata approvazione di Bruxelles. Infatti, il bonus digitalizzazione è una misura prevista da un DL, il 145 del 23 dicembre 2013, il decreto Destinazione Italia. Nel novembre 2014 questo decreto ha avuto la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi la sua definitiva validità. Adesso sembra che la Comunità Europea abbia approvato i PON 2014-2020, i Programmi Operativi Nazionali, con misure finanziate dal Fondo Sociale Europea e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Manca il via libera del Ministero di Economia e Finanza, ma le notizie sembrano spingere verso l’avvio dei bandi già dal prossimo gennaio.

Di cosa si tratta?

Il bonus digitalizzazione è un contributo a fondo perduto di importo massimo fino a 10.000 euro che dovrebbe essere concesso a tutte le piccole e medie imprese che ne facciano domanda. Il contributo, erogato tramite voucher, consentirà alle imprese, a prescindere dalla loro forma sociale, di munirsi di strumenti informatici come Personal Computer, Hardware e Software. In altri termini si cerca così di migliorare la competitività di imprese munendole delle necessarie dotazioni tecnologiche che ne aumentino la produttività e la redditività oltre che l’ammodernamento della propria struttura.

I voucher dovrebbero quindi permettere alle imprese di munirsi di collegamento ad Internet o con l’ADSL o con la connessione satellitare, di entrare se possibile nel mondo dell’ E-Commerce e di migliorare l’efficienza aziendale. Tocca adesso al MEF mettere in piedi la macchina operativa con l’emanazione di un bando ad hoc con cui sarà possibile produrre le domande.

Soggetti interessati

La domanda dovrebbe essere aperta a tutte le piccole e medie imprese, anche le micro, quelle con un unico intestatario e che non hanno personale alle dipendenze. A dire il vero, il programma PON europeo è stato approvato solo per le regioni italiane del mezzogiorno comprese le isole, mentre per le altre bisognerà attendere che il CIPE, il Comitato per la Programmazione Economica, sblocchi i Fondi di Sviluppo e Coesione e di Rotazione.

I requisiti necessari quindi sono in primo luogo l’ubicazione fisica dell’impresa che deve ricadere in una delle 8 regioni del Sud Italia, quindi Sicilia, Sardegna, Basilicata, Calabria, Puglia, Molise, Campania ed Abruzzo. Le imprese devono essere regolarmente iscritte al Pubblico Registro delle Imprese, non avere aperte procedure fallimentari e non aver avuto alcun altro contributo per la dotazione delle strumentazioni inserite nel Bonus Digitalizzazione. Non dovrebbero essere incluse nel bonus, le aziende che producono materie prime nei settori dell’agricoltura e la pesca. In attesa dell’ufficialità, che ripetiamo dovrebbe essere prevista già a gennaio con l’emanazione di un bando ministeriale, gli acquisti, essendo i contributi legati alla concessione di voucher, devono essere fatti dopo l’emissione di questi buoni.

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